ENI, sui risultati pesa riduzione domanda energetica

Mercoledì 28 Ottobre 2020

(Teleborsa) - Eni chiude i primi 9 mesi con una perdita netta di 7,84 miliardi. È quanto emerge dai risultati consolidati del terzo trimestre e dei nove mesi 2020 (non sottoposti a revisione contabile) approvati oggi dal Consiglio di Amministrazione della Società. Una perdita – spiega Eni in una nota – determinata dall'effetto combinato della recessione economica causata dal Covid-19 che ha ridotto la domanda energetica e dalle condizioni di oversupply di petrolio, gas e prodotti. A pesare è stata principalmente la rilevazione di svalutazioni pre-tax di attività non correnti di 2,75 miliardi riferite principalmente a asset oil&gas e impianti di raffinazione in funzione della revisione dello scenario dei prezzi/margini degli idrocarburi, dall'adeguamento del valore contabile del magazzino ai prezzi correnti (-1,4 miliardi), nonché dalla svalutazione dei crediti d'imposta per 0,8 miliardi. Nel terzo trimestre si è registrata una perdita netta di 0,5 miliardi a causa della mancata rilevazione di crediti d'imposta sulle perdite di periodo.

Il risultato operativo adjusted ha registrato un utile operativo adjusted di 0,54 miliardi nel terzo trimestre in significativo miglioramento rispetto alla perdita del secondo trimestre 2020 (+1 miliardo). Il confronto anno su anno (-75%) rimane penalizzato dallo scenario ancora recessivo a causa degli effetti della pandemia. Nei nove mesi l'utile operativo adjusted è stato di 1,41 miliardi (-79% rispetto al 2019).

La performance del trimestre, al netto dell'effetto scenario di -1,6 miliardi (-5,1 miliardi nei nove mesi) e degli impatti del Covid-19 di -0,3 miliardi (-0,8 miliardi nei nove mesi), è stata positiva per 0,3 miliardi (0,5 miliardi nei nove mesi). Risultato netto adjusted ha fatto registrare una perdita netta adjusted di 0,15 miliardi nel terzo trimestre, 0,81 miliardi nei nove mesi. Il flusso di cassa netto da attività operativa adjusted (prima della variazione del circolante ed escludendo l'utile/perdita di magazzino) è stato pari a 5,14 miliardi nei nove mesi (-44% sul corrispondente periodo 2019); 1,77 miliardi nel terzo trimestre (-31%). La generazione di cassa operativa è stata di 3,83 miliardi nei nove mesi (-56%) mentre gli investimenti netti 3,76 miliardi nei nove mesi, ridotti del 33% grazie al piano di revisione dell'attività realizzato da marzo, finanziati interamente dal flusso di cassa adjusted. L'indebitamento finanziario netto è stato di 19,85 miliardi (14,53 miliardi ante lease liability - Ifrs 16) in aumento di 2,7 miliardi rispetto al 31 dicembre 2019.

"In un contesto di mercato che rimane molto difficile, stiamo contenendo con successo gli impatti negativi di questa crisi e progredendo nella nostra strategia di decarbonizzazione. Nel trimestre, a fronte di un calo di circa il 30% dei prezzi di petrolio e gas, e del 90% dei margini di raffinazione, – ha commentato l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi – abbiamo conseguito ottimi risultati superando nettamente le aspettative del mercato. In ambito E&P pur con un Brent a 43 dollari/barile, abbiamo raggiunto un livello di produzione in linea con le attese, e un EBIT di 0,52 miliardi di euro, valore doppio rispetto al consensus. Il settore Global Gas & LNG Portfolio, nel trimestre stagionalmente più debole, ha conseguito risultati significativi. L'R&M ha mostrato la sua resilienza in uno scenario della raffinazione tradizionale particolarmente sfavorevole, grazie alle performance del marketing e in particolare del bio, con le nostre due bioraffinerie che ci hanno consentito di cogliere favorevoli opportunità di mercato. La crescita del retail gas trainato dalla fidelizzazione dei clienti, i risultati stabili del power e del marketing dei prodotti oil consentono di compensare gli effetti di uno scenario estremamente negativo nella raffinazione tradizionale e nella chimica. Sui nove mesi, grazie alla riduzione degli investimenti e dei costi messa in atto nei primi mesi dell'anno, abbiamo generato un cash flow operativo di oltre 5 miliardi di euro, a fronte di un livello di investimenti pari a 3,8 miliardi di euro. Confermiamo così la solidità della nostra struttura patrimoniale, ulteriormente rafforzata dalle due emissioni ibride da 3 miliardi di euro effettuate a ottobre, che ci consentono di mantenere il leverage al di sotto del 30%. Di fronte a una crisi di dimensioni storiche, Eni ha dato prova di grande resilienza e flessibilità e i risultati conseguiti ci fanno guardare con fiducia alla ripresa della domanda, mentre continuiamo a perseguire il programma di transizione energetica".

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