Eni, avviata produzione giacimento offshore in Angola dopo nove mesi dalla sua scoperta

Venerdì 17 Gennaio 2020
Al via le perforazioni di Eni in Angola. Il cane a sei zampe ha avviato la produzione di olio del giacimento offshore di Agogo, situato nel Blocco 15/06 nelle acque angolane. È quanto annuncia il gruppo petrolifero in una nota sottolineando che la produzione parte «dopo appena nove mesi dalla scoperta, grazie alle sinergie operative sviluppate con il Floating Production Storage Offloading (Fpso) Ngoma, centro di produzione del West Hub, localizzato a circa 15 km dal giacimento».

Lo start-up è stato realizzato attraverso la perforazione del pozzo Agogo-1 a una profondità d'acqua di circa 1700 metri, e ha raggiunto una portata di circa 10.000 barili di olio al giorno destinata ad arrivare a 20.000 barili/giorno nelle prossime settimane. Secondo le prime stime, il giacimento contiene oltre 650 milioni di barili di olio in posto, con un ulteriore potenziale che potrà essere verificato dopo la perforazione di nuovi pozzi di delineazione.

Le scoperte avvenute nel Blocco 15/06 nei periodi esplorativi 2006-2011 e 2011-2014, hanno portato alla realizzazione di due progetti denominati rispettivamente West Hub e East Hub. I due hub produttivi includono 8 giacimenti sviluppati attraverso 42 pozzi sottomarini e la loro produzione totale a fine 2019 ha superato i 180 milioni di barili di olio. A partire dalla seconda metà del 2018, Eni Angola e i partner della joint venture (Sonangol e Ssi Fifteen) hanno lanciato una nuova campagna di esplorazione nel blocco 15/06 che ha portato alla scoperta di cinque nuovi giacimenti che, secondo le prime stime, contengono circa 2 miliardi di barili di olio in posto, volumi che sostanzialmente duplicano quelli scoperti e sviluppati dalle installazioni di West Hub e East Hub. 

Eni, inoltre, mette a segno un altro risultato sempre in Angola. L'Anpg, concessionaria di stato per i
diritti minerari in Angola, ha assegnato a Eni come operatore il Blocco 28 (60%), nell'ambito del Bid Round Competitivo 2019 per blocchi nei bacini di Namibe e Benguela. La nuova assegnazione permetterà alla società di perseguire il consolidamento del proprio portfolio titoli e la presenza di
lungo termine nel Paese. 

Il gruppo petrolifero italiano svolgerà il ruolo di operatore nel blocco, situato nelle acque profonde dell'inesplorato bacino del Namibe. La joint venture, invece, comprenderà, oltre a Eni con il 60%, Sonangol P&P con il
20% di interesse partecipativo, mentre il restante 20% sarà assegnato a un terzo partner nella finalizzazione del contratto. Ultimo aggiornamento: 12:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA