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Energie rinnovabili in Italia, la sfida dei 70 gigawatt per fermare l'emergenza gas: la spinta del governo (e il problema autorizzazioni)

Per centrare il traguardo l’Italia dovrebbe installare nei prossimi nove anni una quantità di impianti eolici, fotovoltaici, corrispondente a circa 70 gigawatt

Il governo punta sui pannelli solari
di Roberta Amoruso
4 Minuti di Lettura
Venerdì 1 Aprile 2022, 16:48 - Ultimo aggiornamento: 18:03

L’obiettivo è chiaro: accelerare al massimo sulle rinnovabili per stringere i tempi dell’autonomia energetica dal gas, e quindi dall’estero. La nonostante gli sforzi di semplificazione fatti dal governo, tra Decreto Semplificazioni che ha aperto una corsa di emergenza per le autorizzazioni, Decreto energia con la spinta ai pannelli solari e Pnrr che fa da volano degli investimenti, la strada davanti è ancora lunga per arrivare agli obiettivi di Parigi. Per centrare il traguardo, dice il Mite, l’Italia dovrebbe installare nei prossimi nove anni una quantità di impianti eolici, fotovoltaici, corrispondente a circa 70 gigawatt, vale a dire circa 8 gigawat all’anno mentre oggi ne installiamo 0,8. Dallo scorso autunno il governo ha “disincagliati” progetti per circa 1,4 gigawatt, circa la metà dei 3 gigawatt di impianti rinnovabili che risultavano fermi anche se hanno la Valutazione di impatto ambientale favorevole, bloccati dalle Soprintendenze.

Per accelerare i tempi dei nuovi impianti il settore punta sulla Supercommissione Via Pnrr-Pniec. Nel 2021 c’è stata una spinta rispetto agli anni precedenti. Secondo l’Osservatorio FER realizzato da ANIE Rinnovabili, associazione di ANIE Federazione, sulla base dei dati Gaudì di Terna del 2021 si sono accumulati circa 1,3 gigawatt di rinnovabili (quasi 1 di fotovoltaico) fino a raggiungere complessivamente 57,7 GW installati in Italia. Per raggiungere gli obiettivi al 2030, e colmare il gap è indispensabile accelerare lo sviluppo delle FER, intervenendo sulle barriere autorizzative, emanando i provvedimenti attuativi del Dlgs di recepimento della RED II, garantendo la stabilità normativa ed attuando il PNRR, dice l’associazione. Un obiettivo molto ambizioso visto che secondo l’ultimo rapporto Regions del Centro studi Elemens con Public Affairs Advisors, oltre il 90% degli impianti eolici e solari sottoposti ad approvazione l’anno scorso è ancora fermo.

La rotta del governo

Il tema è quanto mai centrale, in piena emergenza gas. «Per avere una vera sicurezza energetica, senza una profonda semplificazione burocratica, soprattutto in merito ai nostri obiettivi di aumento di produzione delle rinnovabili, dobbiamo muoverci in fretta», ha spiegato di recente il premier Draghi in Parlamento. «Il grosso ostacolo all’espansione è rappresentato dai procedimenti autorizzativi. Se non superiamo questo problema, non andiamo da nessuna parte. Intendiamo rispettare l’obiettivo del Piano nazionale di ripresa e resilienza di 70 GW di rinnovabili entro il 2026, se si sbloccano le autorizzazioni però». Un lavoro che il governo non può far da solo. Ma che richiede necessariamente l’attiva collaborazione dei territorio e degli enti regionali. Il presidente del Consiglio ha sottolineato come in questo momento storico particolarmente sfidante «certe considerazioni di tipo autorizzativo» non siano più giustificate. Un invito all’azione con la promessa di essere già al lavoro per sbloccare diverse decine di GW di eolico off-shore.

L’autonomia

Secondo le previsioni di Elettricità futura (associazione degli operatori dell’energia elettrica di Confindustria che, con oltre 500 imprese, rappresenta il 70% del mercato elettrico italiano) è possibile installare 60 Gw nei prossimi tre anni, solo un terzo delle domande di allaccio pervenute a Terna, con un risparmio di 15 miliardi di metri cubi di gas ogni anno, ovvero del 20% del gas importato, e che il settore è pronto a investire 85 miliardi di euro. Ma serve il rilascio entro giugno di tutte le autorizzazioni.

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