Energia, IEA: "Russia usa gas come arma politica: forniture ridotte in Europa"

Energia, IEA: "Russia usa gas come arma politica: forniture ridotte in Europa"
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Giovedì 13 Gennaio 2022, 09:15

(Teleborsa) - "Gazprom contrariamente ad altri fornitori, come la Norvegia, l'Algeria e l'Azerbaigian, che hanno aumentato le loro forniture all'Europa, ha ridotto le sue esportazioni del 25% nel quarto trimestre del 2021 rispetto a un anno prima, nonostante gli alti prezzi di mercato. Vorrei fare notare che gli attuali, bassi flussi di gas russo verso l'Europa coincidono con le tensioni geopolitiche esacerbate a proposito dell'Ucraina". Questa l'accusa lanciata alla Russia dal direttore esecutivo dell'Agenzia internazionale dell'energia (Iea), Fatih Birol.

Secondo Birol la Russia, attraverso la compagnia statale Gazprom, sta usando il gas come arma politica per le dispute in corso con i Paesi occidentali, in particolare sull'Ucraina. Mosca, secondo il direttore esecutivo della Iea, ha sensibilmente ridotto le forniture di gas naturale ai Paesi europei, provocando l'impennata dei prezzi di questa materia prima. Attraverso i gasdotti esistenti la Russia potrebbe inviare in Europa un terzo in più del gas che attualmente fornisce. Una quantità corrispondente al 10% del consumo giornaliero dei Paesi europei, pari alla quantità che diversi esponenti del settore industriale ritengono sarebbe necessaria per evitare una grave carenza di materia prima nel caso di un inverno più freddo del previsto.

Il risultato è che l'Europa quest'anno – stando alle stime contenute in un report di Citigroup – pagherà una bolletta energetica di circa mille miliardi di dollari, contro i 300 miliardi di dollari dell'anno scorso e i 500 miliardi di dollari del 2019. Mentre i picchi precedenti sono stati in gran parte dovuti all'impennata del prezzo del petrolio, questa volta "sono gas ed elettricità che stanno raggiungendo costi proibitivi in Europa – afferma Citigroup – ed è probabile che i consumatori e l'industria dovranno fare alcune scelte difficili sul consumo di energia". Il gas rappresenta circa il 25% del fabbisogno energetico dell'Europa, a confronto con circa il 10% in Asia, afferma Citigroup e le tensioni con la Russia, principale fornitore, stanno esercitando una forte pressione sul mercato.

Da parte sua il presidente russo Vladimir Putin ha sempre detto che Gazprom ha onorato i suoi obblighi relativi ai contratti a lunga scadenza e ha accusato di essere responsabili della crisi i Paesi europei per la gestione del sistema dei prezzi. Putin ha anche affermato che clienti tedeschi hanno rivenduto il gas russo alla Polonia e all'Ucraina invece che farlo confluire verso il mercato interno. Mosca, inoltre, insiste per ottenere la messa in funzione del gasdotto Nord Stream 2 che dovrebbe aumentare la fornitura diretta dal gas russo alla Germania bypassando altri Paesi, un'iniziativa che incontra l'opposizione di Ucraina, Polonia e degli Usa.

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