Efficienza energetica immobili, Ferretti: "Servono norme equilibrate e incentivi"

Efficienza energetica immobili, Ferretti: "Servono norme equilibrate e incentivi"
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Lunedì 13 Dicembre 2021, 16:15

(Teleborsa) - L'ultima Ecopillola di Andrea Ferretti, Docente Master in Scienze Economiche e Bancarie Luiss Guido Carli, fa il punto sulla proposta di Direttiva europea sugli standard energetici degli immobili, che sta suscitando molte critiche. Il 14 dicembre - ricorda l'economista - la Commissione europea dovrebbe presentare questa nuova direttiva sull'efficientamento energetico degli immobili. Si tratta di una bozza che potrà essere ancora modificata, ma l'obiettivo ovviamente è quello di accelerare la svolta green.

Contenuti della Direttiva

Al momento le classi energetiche di immobili ed abitazioni sono 10 e vanno dalla G che è la peggiore fino alla A4 che è la migliore. La nuova normativa europea si propone di innalzare progressivamente la classe energetica minima di immobili ed abitazioni. Un'ipotesi ad esempio di prevedere una classe minima E dal 2027, D dal 2030 ed una classe energetica C dal 2033. In buona sostanza la norma vuole spingere i proprietari di immobili a riqualificare dal punto di vista energetico i propri immobili: cappotti termici, caldaie a condensazione, vetri termini ecc.

Problemi

Primo problema: per i proprietari che non rispettassero questa evoluzione green, la sanzione sarebbe molto pesante, perché gli immobili non in regola non sarebbero più vendibili o affittabili. Si tratta, secondo me di una norma molto poco equilibrata e dalla dubbia legittimità costituzionale.

Secondo problema: secondo l'Agenzia delle Entrate gli immobili residenziali in Italia sono circa 45 milioni, di questi il 35% è in classe G, quindi al di sotto dei requisiti minimi previsti dalla nuova normativa e quindi non vendibili o affittabili finché non saranno ristrutturati.

Terzo problema: l'Enea sottolinea che per ristrutturare secondo queste nuove normative il patrimonio immobiliare italiano servirebbero, da oggi al 2030, circa 12 miliardi l'anno, con ovvie conseguenze, come ci ricorda Confedilizia, sul nostro mercato immobiliare.

Efficientamento energetico sì ma con ragionevolezza

L'efficientamento energetico è giustissimo, ma deve essere sostenibile. E allora bisognerà puntare su norme equilibrate per quanto riguarda le nuove costruzioni, ma soprattutto su incentivi per quanto riguarda le costruzioni meno recenti. L'espulsione di questi immobili dal mercato delle compravendite non sembra molto raffinata.

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