Ecobonus al 110%: scadenza allungata al 2022, seconde case e un sito unico per le domande

Ecobonus al 110%: scadenza allungata al 2022, seconde case e un sito unico per le domande
di Andrea Bassi
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Mercoledì 27 Maggio 2020, 18:18 - Ultimo aggiornamento: 20:39
La Gazzetta Ufficiale che ha introdotto l'ecobonus e il sismabonus al 110% per le ristrutturazioni edilizie è ancora calda, ma il governo già si prepara a introdurre alcune modifiche alla misura. L'annuncio è arrivato direttamente dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, padre del maxi credito di imposta inserito nel decreto Rilancio del governo. 

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Intervenuto a un evento on line organizzato dall'Ance, l'Associazione dei costruttori, il ministro ha spiegato i ritocchi ai quali sta pensando l'esecutivo. Il primo riguarda l'allungamento dei tempi per la fruizione del bonus.

Secondo la norma inserita nel decreto Rilancio, i lavori devono essere deliberati e conclusi entro la fine del 2021. Può apparire un tempo congruo, ma in realtà non lo è.

Dell'ecobonus e del sismabonus al 110%, usufruiranno i condomini. Convocare le assemblee, ottenere i preventivi, arrivare alle delibere ed effettuare i lavori comporta tempi lunghi. Proprio per questo, ha spiegato Fraccaro, il governo sta lavorando all'estensione di un anno, fino a tutto il 2022, della misura. 

Il secondo punto riguarda la semplificazione delle procedure chiesta a gran voce dall'Ance. Per abbattere la burocrazia, ha spiegato ancora Fraccaro, «lavoriamo col Mise, l'Agenzia delle Entrate, col Mef per creare un portale unico e spiegare agli operatori, tecnici e cittadini come si possono svolgere i lavori, come si può realizzare il superbonus, come si può usufruire del superbonus e dove caricare tutti i documenti». Insomma, un sito unico con il quale interagire e accelerare le procedure per ottenere l'incentivo. 

Il terzo punto riguarda l'allargamento a tutte le seconde case del bonus. La norma inserita nel decreto Rilancio, esclude le seconde case unifamiliari. Le ville, insomma, non avrebbero accesso al maxi incentivo. Si tratta di una novità che tuttavia non ha riscontri nelle misure passate di incentivo alle ristrutturazioni edili. Anche su questo il governo si è impegnato a una modifica del provvedimento allargando il bonus anche alle seconde abitazioni unifamiliari. 

A far funzionare bene l'incentivo, secondo Fraccaro, sarà soprattutto la possibilità di cedere il credito di imposta alle banche, in modo che queste ultime possano anticipare i soldi necessari per i lavori. Si tratta di una vera svolta.

Questo perché la cedibilità al sistema bancario è sempre stata contestata dall'Eurostat, l'istituto europeo di statistica, secondo cui questa operazione avrebbe creato immediatamente debito pubblico. "Abbiamo lavorato su quel fronte con Eurostat", ha detto Fraccaro, "e li abbiamo convinti che non è così perchè il credito di imposta è tale anche per le banche, e quindi abbiamo abbinato il 110% con la cedibilità alle banche, e abbiamo messo in piedi un modello che potrebbe veramente essere esplosivo". 
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