E-fattura, bilancio negativo registrato da professionisti e contribuenti

Mercoledì 30 Gennaio 2019
(Teleborsa) - Ad un mese esatto dall'entrata in vigore della fatturazione elettronica, il Consiglio Nazionale dei commercialisti fa il punto sulla situazione.
I risultati riscontrati non sembrano dei più incoraggianti. Secondo i trecentocinquanta esperti della categoria selezionati sul territorio ed intervistati, le piattaforme utilizzate per la e-fattura risponderebbero in maniera poco soddisfacente alle esigenze dei professionisti, avrebbero limitazioni sulla tempestività nell'assistenza fornita e si scontrerebbero con l'impreparazione dei contribuenti.

Le cifre estrapolate racconterebbero una fetta molto ampia (50,4%) del campione insoddisfatta di tali piattaforme e del fatto che queste andrebbero incontro solo alle loro esigenze( 50,4%) o per niente (11,4%). Il problema più grande riscontrato in questi primi trenta giorni sarebbe però quello del feedback dei contribuenti che avrebbero sofferto del poco tempo a disposizione per prepararsi (41%), il ritardo nella dotazione hardware/softwere dei clienti e la complessità del meccanismo che non ha trovato il favore del 33% degli utilizzatori.

Altro dato poco felice è stato il fatto che questo modo di fatturare 2.0 sia stato un costo per la categoria, con il 75% degli intervistati che ha dichiarato un investimento in tal senso superiore ai 1.000 euro, un 4,3% che è arrivato a sborsare oltre 10.000 euro per adeguarsi e un amaro 60% che prevede di non recuperare mai la cifra spesa interamente.

Il 66,7% dei commercialisti invece, ha ricevuto la delega per la registrazione dell'indirizzo telematico dalla quasi totalità dei clienti e il servizio più utilizzato dagli stessi è stato la messa a disposizione del software applicativo.

I risultati fotografano le difficoltà e la sostanziale impreparazione con cui sia i professionisti sia i contribuenti sono costretti a fare i conti. A tal proposito i dati di questa fase di avvio fanno temere, secondo il Consiglio nazionale, l'acuirsi delle problematiche in prossimità delle scadenza del 16 febbraio della prima liquidazione Iva, tanto che Massimo Miani, presidente della Categoria, propone un " prolungamento fino al 16 marzo della moratoria sulle sensazioni relative alle operazioni di gennaio.

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