Dl Sostegni, ipotesi stralcio cartelle esattoriali fino a 5mila euro

Dl Sostegni, ipotesi stralcio cartelle esattoriali fino a 5mila euro
3 Minuti di Lettura
Giovedì 18 Marzo 2021, 10:30

(Teleborsa) - La revisione e cancellazione del cosiddetto Magazzino fiscale resta al centro del confronto politico in vista dell'approvazione del Dl sostegni nel Consiglio dei ministri di domani. Ieri nel vertice di maggioranza con il presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro dell'Economia Daniele Franco, secondo quanto si apprende, non sarebbe ancora passata la linea di cancellare le cartelle inevase relative al periodo 2000-2015, fissando il tetto a 5mila euro (comprensivo di contestazione iniziale, sanzioni e interessi), un'asticella che il Parlamento potrebbe far salire a 10mila. Sul punto le posizioni all'interno della maggioranza rimangono discordanti e la giornata di oggi dovrà servire a trovare una sintesi.

Dal Partito democratico arriva la proposta di affiancare un taglio anche per le cartelle dal 2015 in poi, con la possibilità di rateizzazione in considerazione della perdita del fatturato. "L'ipotesi di intervenire sul magazzino fiscale per le cartelle fino a 5mila euro, avanzata anche dal direttore dell'Agenzia delle entrate Ruffini, ci trova d'accordo. È però opportuno che la strada da seguire, che indichiamo in una nostra proposta, non vada a favorire i soliti furbetti. Lo si deve anche per rispetto verso tutti quei contribuenti che hanno versato regolarmente nello stesso periodo – dichiarano Gian Mario Fragomeli, capogruppo in commissione Finanze, e Ubaldo Pagano, capogruppo in commissione Bilancio –. Oltre alla questione del magazzino fiscale è necessario però un intervento nei confronti di persone fisiche, piccole e medie imprese, Terzo settore, colpiti duramente dalla pandemia. Anche per questi, e per le cartelle dal 2015 in poi, va introdotto un taglio e la possibilità di rateizzazione in considerazione della perdita del fatturato. Un sostegno che non potrà essere inferiore al 50 per cento del calo. Su questa proposta concreta contiamo di avviare un confronto in Parlamento per giungere a una soluzione in grado di aiutare i soggetti colpiti dalla crisi e dare impulso a una possibile ripresa per molte attività del nostro Paese".

Ma se la cancellazione totale o parziale, dell'archivio dell'Agenzia delle entrate per le cartelle fino al 2015, e limitatamente a importi fino a 5mila euro, per il sottosegretario al Mef, Claudio Durigon non sembra destinata a trovare ostacoli politici, a frenare sono i sindacati che dicono "no a condoni fiscali mascherati". "È il momento di combattere l'evasione fiscale anche con le tecnologie digitali e di avviare la riforma fiscale. Non di mascherati condoni fiscali" avvertono i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri.

Se dovesse passare la soglia dei 5mila euro, ipotesi al momento più accreditata, verrebbero cancellate 61,5 milioni di vecchie cartelle per un controvalore di 70 miliardi di euro. Una goccia nel mare considerando che al momento – come spiegano i deputati di Italia Viva Luigi Marattin, presidente della Commissione Finanze, Sara Moretto, capogruppo in Commissione Attività Produttive, e Massimo Ungaro, capogruppo in Commissione Finanze – "nel magazzino dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione ci sono 987 miliardi di crediti fiscali. Il 91% dei quali (895,8 miliardi) praticamente non esiste perché fa riferimento a contribuenti deceduti o falliti o su cui sono già state effettuate tutte le azioni di recupero possibili". Sulla base di questi numeri il condono riguarderebbe appena il 7% del totale.

La cancellazione delle cartelle – secondo quanto anticipa il Sole 24 Ore – sarà automatica. "Il contribuente – si legge – non dovrà presentare domanda per la cancellazione e, al momento, non sembra prevista neanche una comunicazione da parte di Agenzia Riscossione che il debito è stato definitivamente cancellato. Per evitare di continuare a pagare, considerando il fatto che nessuno degli importi già versati sarà restituito, il contribuente potrà verificare la propria situazione debitoria all'interno dell'area riservata di agenzia Entrate-Riscossione. Il rispettivo estratto conto indicherà se il debito è stato definitivamente stralciato". Per quanto riguarda il calcolo degli anni di riferimento conta la data in cui il debito è stato consegnato nelle mani dell'ex Equitalia e non l'anno in cui è avvenuta la prima contestazione o l'anno d'imposta di riferimento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA