Digitale, Osservatorio Ambrosetti: Italia in ritardo, Pnrr può essere acceleratore

Digitale, Osservatorio Ambrosetti: Italia in ritardo, Pnrr può essere acceleratore
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Martedì 29 Novembre 2022, 19:25

L'Italia è al 24° posto nell'Unione europea nella percentuale di persone con competenze digitali di base; è al 25° posto considerando i cittadini che interagiscono online con la Pubblica amministrazione; e si trova in 21a posizione nella classifica delle aziende con un sito web con funzionalità avanzate. Ma allo stesso tempo, registra un buon posizionamento in alcune dimensioni spesso non considerate negli indici comparativi, come la cybersicurezza e il legame con la transizione sostenibile. Sono alcuni dei dati emersi dalla presentazione oggi a Roma del Rapporto 2022 dell' Osservatorio sulla Trasformazione Digitale dell'Italia realizzato da The European House - Ambrosetti in collaborazione con Fondazione Ibm Italia e Fondazione Eni Enrico Mattei.

Secondo Lorenzo Tavazzi, Partner e Responsabile Scenari & Intelligence, The European House - Ambrosetti, «la trasformazione rientra tra i pilastri del Pnrr. Sono previsti investimenti per 40,7 miliardi di euro: un'opportunità fondamentale per il sistema-Paese per riavviare una produttività stagnante da oltre 20 anni e concretizzare la necessaria transizione green, così strettamente connessa ai processi di digitalizzazione».

Il Pnrr rientra tra i driver di accelerazione e dalle stime di The European House - Ambrosetti, gli impatti strutturali abilitati dal Pnrr potranno ammontare, nel 2027, al +1,9% del Pil annuo e rimarranno persistenti fino al 2036 (con un impatto cumulato potenziale del +13%). In particolare, la digitalizzazione della P.a. e la maggiore produttività delle imprese, abilitata dalle tecnologie e dal digitale, potranno pesare per il +1,2% annuo del Pil, fornendo quindi un importante impulso per il rilancio e la competitività del sistema-Paese.

Nel 2021 - viene osservato nel rapporto - la percentuale di individui che hanno utilizzato Internet almeno una volta a settimana è stata pari a 80% (24a posizione all'interno dell'Unione europea, con un gap di 8 punti percentuali rispetto alla media europea), solo il 40% dei cittadini ha interagito con la Pa online (rispetto ad una media europea del 65%, con l'Italia che è in questo caso 25a), e solo il 56% delle imprese italiane erano in possesso di un sito web con funzionalità avanzate (21° posto nell'UE-27). Così l'Italia è il 24° Paese in UE-27 per quota di persone con competenze digitali almeno di base, mentre sul fronte delle imprese l'Italia registra un'incidenza degli esperti in Ict sul totale degli occupati pari al 3,8% (rispetto a una media Ue del 4,5%).

La ridotta propensione al data sharing, limita invece le potenzialità derivanti dalla creazione di ecosistemi digitali. Solo un'azienda su tre scambia dati con Enti Pubblici (33,1%) e con la propria comunità di riferimento (32,9%). Tra le linee di azione individuate nel rapporto c'è la valorizzazione della Transizione 4.0 come «programma di riferimento per supportare la twin transition delle imprese del Paese, mantenendo invariate anche nel biennio 2023-2024 le aliquote dei crediti d'imposta per i beni materiali 4.0 e innalzare quelle connesse ai beni immateriali 4.0 e alle attività di R&S e innovazione tecnologica».

Un capitolo del rapporto è incentrato sulla relazione tra il processo di digitalizzazione e la transizione green. «Le nuove tecnologie digitali rendono possibile un efficientamento dei consumi e dei processi: la strategia energetica italiana di lungo periodo prevede che la generazione elettrica dovrà passare dai 288 TWh del 2018 a 600-700 TWh entro il 2050, mentre quella prodotta da fonti rinnovabili da 117 TWh a 670 TWh, e la digitalizzazione renderà possibile tale crescita nella produzione elettrica. In particolare, le smart grid consentiranno un migliore monitoraggio dei consumi, sistemi di demand-response assicureranno stabilità alla rete di distribuzione, mentre la capacità di storage potrà essere aumentata ed aggiustata in tempo reale. Inoltre, le tecnologie digitali contribuiranno anche all'elettrificazione dei trasporti attraverso sistemi di »smart charging« e all'efficientamento dei processi produttivi delle aziende. 

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