DEF, tiepidi i commenti di Confindustria e sindacati: serve una risposta più robusta

DEF, tiepidi i commenti di Confindustria e sindacati: serve una risposta più robusta
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Martedì 12 Aprile 2022, 15:00

(Teleborsa) - Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha affermato in merito al DEF che "serve una risposta più robusta, di sistema e soprattutto duratura". Bonomi ha parlato nel corso di un'audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Documento di Economia e Finanza varato dal Governo. In particolare si è soffermato sull'impatto delle sanzioni per il conflitto in Ucraina e le misure di sostegno alle imprese. "Un'eventuale soluzione ravvicinata del conflitto avrebbe l'effetto di attenuare gli impatti ma non di azzerarli – ha dichiarato –. Ed è per questo che continuiamo a ritenere insufficiente l'approccio di brevissimo periodo sinora seguito dal Governo".

"Va evitato il pericolo di alimentare ulteriormente la spirale inflattiva con una non corretta politica dei redditi", ha spiegato. "Non è possibile chiedere alle imprese, che si stanno già fermando per gli aumenti dei costi degli input, anche un aumento del costo del lavoro", ha sottolineato Bonomi sottolineando che al contrario andrebbe tagliato. Sul fronte dell'aumento dei prezzi servirebbe "una risposta di sistema, un patto a tre con Governo e sindacati", ha affermato, ma "se si pretende di discutere di redditi senza domandarsi come generare le risorse per corrisponderli, sarà tempo perso".

Tiepida anche la posizione dei sindacati. Il DEF, "non ha colto in pieno tutte le novità che ci sono in questo momento, nel quale alla pandemia che ancora non è finita, anzi ha effetti molto pesanti, si è aggiunta la vicenda drammatica della guerra in Ucraina", ha affermato il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti. Secondo la Uil il Documento "risente di una visione parziale. A nostro modo di vedere c'è la necessita' di inquadrarlo in una visione complessiva legata anche agli impegni del PNRR. Ci sono alcune lacune". Per esempio, ha sottolineato Proietti, "il dato dell'impatto sull'inflazione rispetto all'aumento dei costi energetici. Questo crea un grandissimo problema a milioni di italiani perché i rinnovi contrattuali con l'Ipca non tengono conto dei costi energetici. Bisogna detassare gli aumenti contrattuali, sarebbe un elemento molto importante per aumentare il peso delle buste paga". La Uil ha inoltre chiesto "nuovo scostamento di bilancio, aumentare la tassazione sugli extra-profitti" nel settore dell'energia e "una svolta epocale nella lotta all'evasione fiscale".

La Cgil ha espresso invece una "grande preoccupazione" per la fase di emergenza che sta vivendo il Paese e per il "quadro di incertezza e di progressivo peggioramento" che si va profilando. In audizione è intervenuta la vicesegretaria generale Gianna Fracassi. Il "doppio impatto" di pandemia e guerra in Ucraina, ha sottolineato "rischia di scaricarsi in maniera pesante su lavoratori, pensionati e in generale sulle fasce più deboli della popolazione". "Il quadro che il Def disegna ci sembra da un lato molto ottimista rispetto alle prospettive, a partire dalla stessa valutazione dell'inflazione, che rischia di essere molto più alta. Dall'altro, segnaliamo che le misure che si accennano nel DEF, alcune misure che saranno anticipate con il decreto aprile, non ci sembrano coerenti con la situazione che il nostro Paese sta attraversando", ha aggiunto.

Il segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga, ha evidenziato che per il 2022 il DEF prevede una crescita tendenziale pari al 2,9 partendo dall'ipotesi di una contrazione del Pil nel primo trimestre (-0,5%) e da una ripresa successiva e, soprattutto, dal trascinamento del 2,3% derivante dalla crescita del 2021. Ma in un contesto caratterizzato da "ampia incertezza", la previsione è "molto fragile, perché anche il secondo trimestre dell'anno si preannuncia negativo". "Non meno fragile – ha aggiunto – la previsione programmatica che, in seguito agli interventi a nostro parere ancora inadeguati del Governo pari a 5 miliardi, dovrebbe portare la crescita del Pil 2022 al 3,1%".

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