Def, ok Cdm a scostamento bilancio di 40 miliardi. Nel 2021 Pil a +4,5%, deficit 11,8%. Draghi: «Presto misure espansive»

Def, ok Cdm a scostamento bilancio di 40 miliardi. Ai progetti esclusi dal Recovery Plan 30 miliardi
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Giovedì 15 Aprile 2021, 15:54 - Ultimo aggiornamento: 16 Aprile, 10:18

Uno scostamento di bilancio da 40 miliardi e una linea di finanziamento complementare al Recovery Plan da circa 30 miliardi per dare una spinta aggiuntiva all'economia e riuscire a riportare il deficit sotto il 3% nel 2025. Sono alcune delle decisioni assunte dal Consiglio dei ministri che ha varato il Documento di economia e Finanza (Def) e la nuova richiesta di extraindebitamento da inviare al Parlamento per l'autorizzazione. In base alla stima nel Def nel 2021 la crescita sarà del 4,5%. Si parte da un Pil tendenziale a +4,1% sempre nel 2021. 

Il governo pone al centro «l'obiettivo della crescita economica»: con il nuovo scostamento di bilancio e l'autorizzazione ad altri 40 miliardi in deficit sarà finanziato un provvedimento con alla base una «visione espansiva per le imprese e l'economia», avrebbe detto il premier Mario Draghi in Consiglio dei ministri.

Pil soggetto ad andamento dei vaccini

Lo scenario tendenziale del Documento di economia e finanza «si basa sull'aspettativa che dopo la prossima estate le misure di contrasto all'epidemia da Covid-19 avranno un impatto moderato e decrescente nel tempo sulle attività economiche». La bozza del documento prevede il raggiungimento dell'80% di popolazione vaccinata al massimo entro ottobre, e «sviluppi positivi» sul fronte delle terapie da anticorpi monoclonali. Il Documento di economia e finanza contiene anche uno «scenario avverso di limitata efficacia dei vaccini Covid-19 contro le varianti del virus». Tale scenario, ipotizzando che il problema sarebbe comunque risolto nel medio termine, taglia il recupero della crescita al 2,7% quest'anno e al 2,6% nel 2022. 

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Il Pil italiano tornerà a sfiorare i livelli pre-pandemia nel 2022, superandoli l'anno successivo, si legge nella bozza del Def. «Nello scenario programmatico il tasso di crescita del Pil è pari al 4,5% quest'anno per poi salire al 4,8% nel 2022, il che porterebbe il Pil annuale a sfiorare il livello del 2019. Tale livello - viene specificato - sarebbe poi ampiamente sorpassato nel 2023, grazie ad un tasso di crescita del 2,6%». Nel complesso «le misure di stimolo contenute nel prossimo decreti legge e il rafforzamento del Pnrr, pur nel contesto di valutazione prudenziale, porteranno il Pil su un sentiero più elevato in tutto l'arco della previsione. Va peraltro ricordato - puntualizza il documento - che nelle presenti valutazioni non si è tenuto conto degli effetti delle riforme previste nel Pnrr, che dovrebbero esercitare un notevole effetto propulsivo sulla crescita del Pil».

Il deficit sale all'11,8%

È a doppia cifra il deficit per il 2021 che il governo prevede con il Def. L'indebitamento netto vola infatti all'11,8% - dal 9,5% del 2020 - visto il rallentamento della crescita e soprattutto per effetto del doppio scostamento di bilancio. «Un livello molto elevato dovuto alle misure di sostegno all'economia e alla caduta del Pil», sottolineano fonti Palazzo Chigi. Dall'inizio di quest'anno è stata già autorizzata una prima tranche di extradeficit da 32 miliardi, che si è tradotta nel decreto Sostegni, e ora il governo si appresta a chiedere l'autorizzazione per circa 40 miliardi per finanziare un nuovo decreto anti-crisi e investimenti aggiuntivi complementari al Recovery Plan. Il rapporto debito/Pil è stimato al 159,8%, per poi diminuire al 156,3% nel 2022, al 155% nel 2023 e al 152,7% nel 2024. 

L'11,8% del rapporto deficit-Pil quest'anno è «un livello molto elevato» ma dovuto principalmente «a misure di natura temporanea nonché alla caduta del Pil», scrive il ministro dell'Economia, Daniele Franco, nella premessa della bozza del Def. Il rapporto, assicura il ministro, tenderà a rientrare nei prossimi anni man mano che l'economia recupererà. Tuttavia, precisa Franco, affidarsi al solo fattore crescita per riequilibrare il bilancio «sarebbe imprudente». L'obiettivo è una graduale discesa del deficit, che nel 2024 «si avvicinerebbe alla soglia del 3%». Il ministro guarda quindi al debito. «Sebbene il governo condivida l'opinione che le regole fiscali europee debbano essere riviste allo scopo di promuovere la crescita e gli investimenti pubblici, - scrive - la riduzione del rapporto debito/Pil rimarrà la bussola della politica finanziaria del governo».

Le misure prese nel solo 2020 a sostegno delle imprese durante la pandemia «hanno determinato un incremento dell'indebitamento netto pari a 56,1 miliardi nel 2020, 2,6 miliardi nel 2021, 1,2 miliardi nel 2022, 6,6 miliardi nel 2023 e 6,3 miliardi nel 2024». Il totale degli aiuti è pari a 72,8 miliardi. Il calcolo non tiene conto del Decreto sostegni del marzo 2021.

Decreto Sostegni bis

I 40 miliardi di scostamento finanzieranno il prossimo decreto con gli aiuti alle categorie colpite dalla pandemia. «Il nuovo provvedimento avrà come destinatario principale i lavoratori autonomi e le imprese e concentrerà le risorse sul rafforzamento della resilienza delle aziende più impattate dalle chiusure, la disponibilità di credito e la patrimonializzazione. Si darà la priorità alla celerità degli interventi, pur salvaguardandone l'equità e l'efficacia», scrive il ministro dell'Economia nella premessa al Def, secondo quanto si legge in una bozza del documento. Il decreto «vedrà la luce entro fine aprile» e utilizzerà i «40 miliardi» del nuovo scostamento. 

I sostegni a partite Iva e imprese «rappresentano più di metà degli impegni previsti sul 2021» da 40 miliardi. Nel nuovo decreto ci sarà «copertura dei costi fissi, sia con sgravi di imposta che con la copertura della quota fissa delle bollette e di parte dei canoni di locazione tramite credito d'imposta». Per le Pmi sarà prorogata «dal 30 giugno a fine anno» la scadenza del regime di garanzia, e sarà estesa anche la moratoria sui crediti. «Saranno inoltre reintrodotti rinvii ed esenzioni di imposta già attuati nel 2020 e innalzato il limite delle compensazioni».

Il prossimo decreto legge «prorogherà le indennità a favore dei lavoratori stagionali, e introdurrà nuove misure a favore dei giovani, ad esempio uno sgravio fiscale sull'accensione dei mutui per l'acquisto della prima casa». «Risorse aggiuntive saranno destinate agli enti territoriali affinché possano continuare le politiche di sostegno alle fasce più deboli, sostenere i trasporti locali e mantenere sgravi fiscali quali la sospensione dell'imposta di soggiorno».

Il Recovery Plan

Il perimetro del Pnrr sarà di 222 miliardi, di cui 169 aggiuntivi rispetto alla programmazione esistente, scrive Franco nella bozza del Def, in cui si specifica che il Piano potrà contare anche su fondi nazionali. A tali risorse si aggiungeranno 15 miliardi provenienti dalle altre componenti del NGEU, come il React Eu. In totale si arriva quindi a 237 miliardi. «Si tratta - scrive Franco - di un piano di rilancio, di uno shock positivo agli investimenti pubblici e incentivi agli investimenti privati, a ricerca e sviluppo, a digitalizzazione e innovazione, senza precedenti nella storia recente».

La riforma del Fisco

Il fisco sarà «oggetto di una articolata revisione», scrive poi Franco nella premessa al Documento di Economia e Finanza. «La riforma fiscale, da definire nella seconda metà del 2021, affronterà il complesso del prelievo, a partire dall'imposizione personale; sarà collegata anche agli sviluppi a livello europeo e globale su temi quali le imposte ambientali e la tassazione delle multinazionali. Saranno inoltre riformati i meccanismi di riscossione». Lo scrive il ministro dell'Economia Daniele Franco in premessa al Def, secondo quanto si legge in una bozza del documento.

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