Nuovo decreto: sostegni bis, rispuntano gli incentivi per l’auto

Nuovo decreto: sostegni bis, rispuntano gli incentivi per l’auto
di Luca Cifoni
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Mercoledì 19 Maggio 2021, 22:44 - Ultimo aggiornamento: 20 Maggio, 19:39

Nelle intenzioni dovrebbe essere l’ultimo provvedimento di sostegno per l’emergenza Covid. Ma il decreto, ribattezzato “Imprese, lavoro e professioni”, che il governo dovrebbe approvare oggi e che può contare sui 40 miliardi di ulteriore deficit autorizzato dal Parlamento si avvia a diventare una sorta di manovra di metà anno, con un testo già piuttosto denso in partenza e la possibilità di qualche modifica importante in Parlamento, dove deputati e senatori avranno a disposizione una dote aggiuntiva di circa 800 milioni.

Tra le ultime voci che si stanno aggiungendo c’è quella relativa alla proroga degli incentivi per l’auto: un settore che nelle vendite degli ultimi due mesi ha fatto segnare rilevanti progressi rispetto al quadro disastroso del 2020, ma che resta ancora al di sotto dei livelli toccati nel 2019.

In arrivo - come annunciato e auspicato dalle associazioni di categoria - ci sarebbe il rifinanziamento degli incentivi l’acquisto di auto con emissioni di CO2 da 61 a 135 gr/km, che riguarda la fascia più venduta di auto. I fondi già disponibili sono infatti esauriti e una nuova tranche viene ritenuta necessaria per sostenere il mercato durante tutto il 2021. Ma il decreto conterrà anche ulteriori risorse per Alitalia, con l’obiettivo di sostenere la difficile partita in corso anche a livello europeo per il rilancio della compagnia.


LE AGGREGAZIONI
Un altro settore per il quale le misure in arrivo potrebbero portare novità è quello bancario: si attendono nuove norme sulle Dta (le imposte attive differite) che servirebbero a favorire la cessione dei crediti deteriorati e per questa via le aggregazioni.


Nella sua impostazione di fondo, il provvedimento ricalca sostanzialmente quelli che lo hanno preceduto: circa la metà delle risorse andranno a sostenere le imprese. Si tratta di una ripartizione sostanzialmente analoga a quella dei provvedimenti che si sono succeduti dal marzo 2020 in poi, che su circa 140 miliardi ne hanno destinato oltre 70 alle esigenze delle aziende nei mesi della crisi. Il meccanismo dei ristori potrà contare su 18 miliardi di cui 14 da assegnare con il meccanismo già rodato e veloce dei contributi diretti erogati dall’Agenzia delle Entrate sulla base del fatturato, ma con criteri più larghi e la possibilità calcolare la riduzione dei ricavi su un periodo non coincidente con l’anno solare. La quota restante arriverà a conguaglio sulla base dei dati di bilancio e quindi delle perdite effettivamente subite. Al mondo produttivo arriveranno poi ulteriori aiuti sotto forma di riduzione dei costi fissi come quelli delle bollette e di interventi per garantire la liquidità. Sul versante fiscale, è confermata l’estensione fino a fine giugno del blocco delle cartelle esattoriali (scaduto in realtà a fine aprile) in attesa di una soluzione più strutturale per dilazionarne l’invio. Viene poi prorogato il meccanismo del credito d’imposta per le locazioni, altra spesa che penalizza le attività economiche in una fase di difficoltà.


Agli interventi per il lavoro sono destinati complessivamente circa 5 miliardi, che però stavolta non serviranno a rifinanziare la cassa integrazione ma ad attivare che possano attutire la ripartenza dei licenziamenti a partite da luglio: quindi contratti di espansione potenziati, contratti di rioccupazione, prolungamento della Naspi (indennità di disoccupazione) esenzioni contributive per i datori di lavoro che mantengono i dipendenti in particolare nei settori del turismo e dei servizi.


GLI ENTI LOCALI
Come di consueto ci saranno capitolo specifici per la sanità e per gli enti territoriali: si tratta in quest’ultimo caso di venire incontro ai Comuni penalizzati sul piano contabile da una sentenza della Corte costituzionale.
Per quanto riguarda il superbonus, le risorse per la proroga generalizzata a tutto il 2023 arriveranno con la prossima legge di Bilancio (si parla di 8 miliardi). Sono attese invece nel prossimo provvedimento dedicato alle semplificazioni norme che facilitino il ricorso a questo strumento in particolare per i condomini. Continua intanto il pressing in particolare del Movimento Cinque Stelle per lo sblocco del cosiddetto “superbonus aziende” ovvero la possibilità di fruire a fronte degli investimenti del programma “Transizione 4.0” di crediti d’imposta anche cedibili al sistema bancario. Proprio questo aspetto deve essere definito nei dettagli: c’è il timore che una interpretazione rigida da parte di Eurostat (l’autorità statistica europea) provochi un immediato ampliamento del debito pubblico a seguito di questa norma.

 

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