CORONAVIRUS

Imprese, cura da 400 miliardi. Conte: «Risorse poderose»

Martedì 7 Aprile 2020 di Diodato Pirone
Imprese, cura da 400 miliardi. Conte: «Risorse poderose»

Per le imprese - anche piccolissime - arrivano 200 miliardi di garanzie sui prestiti e 200 miliardi per l'export che si sommano ai 350 già previsti. In pratica lo Stato garantirà i prestiti (al 100% fino a 25.000 euro per le microaziende) che le imprese chiederanno alle banche a patto che ma questo vale per le società più grandi non eroghino il dividendo sugli utili del 2019. Scatta poi un rinvio delle scadenze fiscali, il rafforzamento del golden power, cioè lo scudo per tutelare le aziende italiane da scalate ostili e vengono rinviate all'autunno le elezioni regionali e comunali mentre i tribunali restano chiusi fino al 3 maggio. E infine c'è una dichiarazione netta per i partners europei: l'Italia esclude di ricorrere ai prestiti del Mes (il fondo europeo che richiederebbe garanzie sulla restituzione) ma chiede con forza nuovi strumenti di debito europei come gli eurobond. «Non per motivi utilitaristici ma perché la storia è con noi», dice cedendo alla retorica.

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I NODI
Queste le novità della giornata di ieri sul fronte del governo. Quelle più consistenti sono contenute nel nuovo «decretone». «È una potenza di fuoco enorme che non è mai stata presa a mia memoria», ha detto il premier Giuseppe Conte assicurando gli italiani che «quando tutto sarà finito ci sarà una nuova primavera e che presto raccoglieremo i frutti di questi sacrifici».

Conte, dopo un Consiglio dei ministri che ha preso quasi tutta la giornata ha presentato le misure, insieme al ministro dell'Economia Roberto Gualtieri e al titolare del Ministero dello Sviluppo Stefano Patuanelli. Un provvedimento «poderoso» accompagnato da un altro decreto - molto atteso dagli italiani - per salvare l'anno scolastico nel caso, non remoto, che le scuole restino chiuse anche dopo il 18 maggio: niente esame di terza media, maturità telematica solo orale, nelle altre classi tutti promossi.

Tornando alla parte economica dei provvedimenti va sottolineato che per implementarli saranno usati due strumenti: il Fondo Centrale di Garanzia che sarà usato soprattutto per le piccole imprese e la Sace che invece servirà a garantire anche piccole società ma soprattutto quelle medie e grandi. Il denaro sarà restituito in più anni a partire dalla primavera del 2022.
Il varo delle nuove misure è stato assai travagliato ed è durato più di 12 ore, in un susseguirsi di riunioni, liti e mediazioni.

Sono le 9 quando Conte convoca i capi delegazione con il ministro Gualtieri e il sottosegretario Riccardo Fraccaro. Due nodi, su tutti, dividono la maggioranza e riguardano entrambi il tema della liquidità alle imprese. Sulle garanzie Italia viva, senza arrivare a porre veti, mantiene costante il suo pressing perché siano per tutti al 100% - ma la normativa Ue lo consente fino agli 800mila euro - in modo da velocizzare le pratiche in banca.

Ma la tensione si alza e la discussione si attorciglia soprattutto sul ruolo che avrà Sace nel prestare quelle garanzie. Gualtieri vorrebbe dare al ministero dell'Economia il potere di indirizzo su Sace, anche se la società continuerà a far capo a Cassa depositi e prestiti. Il M5s si oppone e Luigi Di Maio preme affinché alla Farnesina resti una competenza sul ruolo della Sace. Il Consiglio dei ministri inizia intorno alle 12 e, non senza discussioni, approva il decreto sulla scuola, che si accompagna all'assunzione di 4500 professori per sostituire quelli andati in pensione su quota 100. Ma visto che sul decreto per la liquidità alle imprese un'intesa non c'è, il Cdm viene sospeso e per riprendere alle 19.

Solo nel pomeriggio, dopo un altro vertice, viene annunciata un'intesa: la Farnesina conserva un ruolo e per il 2020 dovrebbero arrivare 50 miliardi di garanzie per l'export, più 200 miliardi nel 2021 per nuovi investimenti.
Quanto ai 200 miliardi di garanzie per permettere alle imprese di ottenere prestiti in banca, saranno vincolati agli obblighi di non licenziare e non trasferire la produzione all'estero. Dopo Pasqua arriverà poi un nuovo decreto da oltre 35 miliardi a sostegno a lavoratori e famiglie.

Da segnalare l'insoddisfazione delle opposizioni. Ieri sia Matteo Salvini che Giorgia Meloni hanno protestato per il mancato accoglimento di alcune loro proposte nell'ambito della cabina di regia sul decreto Cura Italia all'esame del Senato.
 

 
 

Ultimo aggiornamento: 15:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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