Ddl anziani, dall'assistenza domiciliare ai non autosufficienti al «turismo lento»: cosa prevede il patto per la terza età

Con questo provvedimento il governo vuole scongiurare il 'parcheggio' degli anziani nelle strutture sanitarie

Il sostegno anche verso il cosiddetto «turismo lento»
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Venerdì 20 Gennaio 2023, 10:28 - Ultimo aggiornamento: 16:53

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera ad ddl anziani, un disegno di legge che introduce deleghe al governo in materia di politiche in favore delle persone anziane, che confluiranno in una vera e propria riforma. Un Patto per la Terza Età che si propone di attuare una serie di misure annunciate nella Legge di Bilancio 2022 e contenute nel Pnrr: le deleghe prevedono una riforma volta ad attuare le norme della legge di bilancio 2022 e, con specifico riferimento alla categoria degli anziani non autosufficienti, a realizzare uno degli obiettivi del Pnrr.

Fra le misure cardine l'assegno unico per gli anziani che sarà commisurato al bisogno assistenziale ed erogabile in denaro o in natura (servizi alla persona). «Col disegno di legge approvato oggi dal Consiglio dei ministri il Governo sigla un «Patto per la Terza età» e pone le basi della riforma complessiva delle politiche in favore degli anziani e contro la loro marginalizzazione», ha affermato la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, aggiungendo «sono tanti gli interventi che verranno messi in cantiere dal punto di vista sanitario, sociale, assistenziale e relazionale, con l'obiettivo di prendersi cura degli anziani a 360 gradi e rispondere a tutti i loro bisogni ed esigenze».

 


Cosa è previsto

Con questo provvedimento il Governo prevede il potenziamento dell'assistenza domiciliare con progetti individualizzati e scongiurare così il 'parcheggio' degli anziani nelle strutture sanitarie; affianca, agli strumenti economici già previsti per la non autosufficienza, un pacchetto di interventi di prestazioni socio-sanitarie; incentiva nuove forme di co-housing; prevede più servizi e ausili per le situazioni di maggiore fragilità; presta particolare attenzione ai caregiver e viene finalmente data maggiore diffusione alle cure palliative. Il ddl introduce la definizione di una specifica governance nazionale delle politiche in favore della popolazione anziana, con il compito di coordinare gli interventi.



Il provvedimento riconosce innanzitutto agli anziani una continuità di vita e di cure presso il proprio domicilio, anche mediante una semplificazione delle proicedure finalizzate alla valutazione della persona non autosufficiente. Per questo motivo si è pensato ad un piano individualizzato anche mediante l'istituzione di "punti unici di accesso" diffusi su tutto il territorio nazimoale, dove si potrà ottenere una valutazione multidimensionale del proprio stato e definire un "progetto assistenziale individualizzato" (Pai), che includerà tutte le prestazioni sanitarie, sociali e assistenziali di cui la persona anziana ha bisogno.

 

Sostegno del turismo lento

Tra le soluzioni previste, la definizione di una specifica governance nazionale delle politiche in favore della popolazione anziana, con il compito di coordinare gli interventi; la promozione di misure a favore dell’invecchiamento attivo e dell’inclusione sociale, anche sostenendo il cosiddetto «turismo lento»; la promozione di nuove forme di coabitazione solidale per le persone anziane e di coabitazione intergenerazionale, anche nell’ambito di case-famiglia e condomini solidali, aperti ai familiari, ai volontari e ai prestatori di servizi sanitari, sociali e sociosanitari integrativi; la promozione d’interventi per la prevenzione della fragilità delle persone anziane; l’integrazione degli istituti dell’assistenza domiciliare integrata (Adi) e del servizio di assistenza domiciliare (Sad); il riconoscimento del diritto delle persone anziane alla somministrazione di cure palliative domiciliari e presso hospice; la previsione d’interventi a favore dei caregiver familiari.

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