CORONAVIRUS

Coronavirus, tasse verso un altro rinvio: rinnovo per congedi e bonus

Venerdì 27 Marzo 2020 di Andrea Bassi
Coronavirus, tasse verso un altro rinvio: rinnovo per congedi e bonus

Neanche il tempo di spendere i 25 miliardi stanziati dal decreto di marzo per fronteggiare la crisi economica scaturita dall'epidemia del coronavirus, che il governo già si trova alle prese con una seconda manovra economica la cui entità non è ancora ben definita. Roma attende di sapere da Bruxelles fino a dove potrà spingersi con il deficit, dopo i 20 miliardi autorizzati solo dieci giorni fa. Ma è probabile che il nuovo provvedimento oscilli tra i 25 e i 30 miliardi. Soldi che, ancora una volta, potrebbero non essere sufficienti. Le risposte da dare sono molte. Tutte molto complesse e costose. L'appuntamento con i versamenti fiscali del 16 aprile verrà spostato. E stavolta difficilmente si ripeterà quello che è accaduto con la scadenza del 16 marzo. In quel caso l'annuncio del governo è arrivato due giorni prima dell'appuntamento con l'Agenzia delle Entrate e in molti avevano già effettuato i pagamenti.

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Il governo aveva previsto di non incassare 7,3 miliardi, alla fine ne sono mancati soltanto 2,5. Questa volta sarà diverso. Anche perché ad essere esentate dal versamento non saranno solo bar, negozi, palestre, teatri e altre piccole attività. L'ultimo decreto del governo ha bloccato tutte le attività produttive salvo quelle considerate essenziali. Hanno chiuso grandi imprese come Fca e Fincantieri. Non far pagare le tasse a nessuno per lo Stato rischia di essere un salasso, considerando che ogni mese entrano nelle casse pubbliche tra i 30 e i 35 miliardi di euro. L'altra domanda è di quanto far slittare il pagamento delle tasse. Il primo decreto aveva spostato la scadenza al 31 maggio. Ma ormai è chiaro a tutti che quell'appuntamento è troppo vicino. Se le imprese non sono in grado di pagare ad aprile non lo saranno nemmeno trenta giorni dopo. Allora si pensa a settembre, se non oltre.
LE RASSICURAZIONI
C'è poi il tema centrale della liquidità da assicurare alle imprese e soprattutto ai lavoratori. L'aver affidato il pagamento della Cig all'Inps non sta funzionando. Nonostante lo sforzo per accelerare i tempi sarà difficile far arrivare i soldi a breve nelle tasche dei senza lavoro. Molte famiglie rischiano di trovarsi senza risorse e chiuse in casa. Una situazione esplosiva. Tanto che il governo (si veda altro articolo in pagina) sta pensando di far anticipare le somme dalle banche tramite i datori di lavoro. Il capitolo della liquidità alle imprese rimane centrale. Ieri il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri ha plaudito all'intervento di Mario Draghi che ha chiesto di usare la leva del debito pubblico per salvare i sistemi produttivi dei Paesi europei. Gualtieri ha promesso «ingenti garanzie pubbliche per consentire al sistema finanziario di erogare alle imprese tutta la liquidità necessaria per sostenere il sistema economico ed evitare una distruzione di capacità produttiva e di posti di lavoro». Per ora il Tesoro ha stanziato 5 miliardi che ne dovrebbero movimentare oltre 350. La somma potrebbe essere aumentata già con gli emendamenti al decreto di marzo.
LE PROSPETTIVE
Con le scuole ancora chiuse e senza ancora una prospettiva concreta di riapertura a breve, poi, il congedo di 15 giorni concesso ai genitori obbligati a stare a casa con i figli under 12 potrebbe essere esteso, così come potrebbe esserlo anche il voucher per tate e baby sitter. Stesso discorso per il lavoro. Dopo il potenziamento della cassa integrazione, potrebbero arrivare misure a favore dei contratti a tempo determinato a rischio di mancato rinnovo. Una delle opzioni potrebbe essere quella di prorogare lo stop ai licenziamenti, a cui Confindustria si dice però contraria. L'Ufficio parlamentare di bilancio sollecita intanto di allentare i requisiti per l'accesso al reddito di cittadinanza e prorogare strumenti come la Naspi e la Dis-coll in modo da tutelare il più possibile i lavoratori (come i domestici) esclusi dalla cassa integrazione ma che hanno comunque questi strumenti a disposizione.
L'imperativo è quello di fare presto. Il decreto potrebbe arrivare tra il 10 e l'11 aprile, alla vigilia di Pasqua. Nella speranza, nel frattempo, di riuscire ad avviare la riapertura delle attività economiche.
Andrea Bassi
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Ultimo aggiornamento: 10:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA