Coronavirus, Speranza: "Rischio zero non esiste, in nuovo DPCM ancora tre regole base"

Giovedì 6 Agosto 2020
(Teleborsa) - "Non esiste il rischio zero e il percorso di riapertura va continuato lungo una linea di prudenza e cautela che ci ha positivamente portato fin qui. Restano le tre regole: mascherine, distanziamento e lavaggio delle mani. Queste dovranno perdurare per agosto e dopo: su queste tre regole essenziali per continuare con prudenza il percorso di riapertura e l'ordinanza dell'1 agosto le ripropone e le riporteremo nel prossimo DPCM". Lo ha detto il Ministro della Salute, Roberto Speranza, nell'informativa al Senato sulle misure adottate dal Governo per affrontare l'emergenza sanitaria legata al Coronavirus.

Il Ministro ha voluto ribadire che il "contesto è tutt'altro che semplice perché nel mondo è sicuramente il momento più difficile con oltre 700mila decessi, e anche in UE la situazione è tutt'altro che tranquilla".

Poi un plauso all'operato dell'esecutivo che sta dando buoni risultati anche se è vietato abbassare la guardia. "Ad oggi possiamo dare un giudizio positivo di questa prima fase di apertura, eravamo preoccupati per la ripartenza del contagio ma il sistema di monitoraggio chea bbiamo costruito ci ha consentito di valutare passo dopo passo l'impatto di queste riaperture. I dati ci dicono che la curva nonostante le riaperture si è piegata e da qualche settimana siamo in fase di stabilità, il virus ancora circola ma la prevenzione ci consente di poter intervenire. Il sistema di monitoraggio è stato uno dei punti che ci ha consentito di gestire epidemia", ha aggiunto Speranza sottolineando che in Italia ci sono 5,2 casi per 100mila abitanti, il più basso in Europa.

Quanto a un vaccino "sicuro e certo e validato che "può metterci nelle condizioni di vincere definitivamente la battaglia, il nostro Paese ci sta investendo con tutte le energie. L'Italia - ha proseguito Speranza - ha già sottoscritto una alleanza per i vaccini con altri paesi e abbiamo sottoscritto un primo accordo importante con Astra Zeneca che ci consentirà di avere le prime dosi del candidato vaccino entro la fine del 2020". © RIPRODUZIONE RISERVATA