Coronavirus, Novartis dona idrossiclorochina per migliaia di malati italiani

Coronavirus, Novartis dona idrossiclorochina per migliaia di malati italiani
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Martedì 21 Aprile 2020, 15:24 - Ultimo aggiornamento: 17:47

Coronavirus, arriverà entro pochi giorni in Italia l'idrossiclorochina donata da Novartis ad Aifa (Agenzia italiana del farmaco) per il trattamento di pazienti affetti da Sars-Cov2.

Sandoz, la divisione di Novartis che commercializza farmaci equivalenti e biosimilari, ha infatti ottenuto oggi l'autorizzazione a distribuire l'ingente quantitativo del farmaco anti-malaria riservato al nostro paese. Come si legge nelle determina di Aifa, si tratta di 1,2 milioni di dosi del medicinale utilizzato in modo sperimentale contro Covid-19.

La donazione «è parte integrante dell'impegno assunto da Novartis di mettere a disposizione 130 milioni di dosi di idrossiclorochina alle autorità sanitarie dei Paesi in emergenza pandemia. L'idrossiclorochina», ricorda la società, «è un farmaco originariamente autorizzato come antimalarico e oggi indicato per il trattamento di alcune malattie autoimmuni, come il lupus eritematoso e l'artrite reumatoide. Lo scorso 17 marzo Aifa ne ha autorizzato la rimborsabilità da parte del Servizio sanitario nazionale quando utilizzato per il trattamento dei pazienti affetti da Covid-19, secondo lo schema posologico indicato nella determina». Sandoz distribuirà direttamente idrossiclorochina in tutte le regioni italiane.

L'estrema urgenza di trovare soluzioni per i tanti pazienti con infezione da Sars-CoV-2 non ci consente di rispettare i canoni tradizionali della ricerca clinica e dobbiamo giocoforza fare riferimento ai dati preclinici ed anche alle nostre intuizioni», chiarisce Pierluigi Viale, direttore dell'Unità operativa di malattie infettive del Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna. «In questo senso riponiamo fiducia nell'idrossiclorochina, farmaco la cui attività antivirale è nota da tempo, sebbene non sia mai stato oggetto di trial clinici controllati. In più la sua significativa azione anti infiammatoria conferisce» al medicinale «un potenziale ruolo come farmaco anti Sars-CoV-2, in grado di agire sia sulla fase di replicazione virale sia su quella di risposta infiammatoria up-regolata». «Non sarà certo la tanto desiderata panacea - aggiunge Viale - e sicuramente le evidenze sin qui maturate non bastano a definirla tale, ma il suo utilizzo esteso, associato» a una diagnosi precoce «dei pazienti sintomatici, rappresenta una strategia coerente, meritevole di essere testata in condizioni sperimentali». In Italia si calcola che, grazie alla donazione Sandoz autorizzata oggi, diverse decine di migliaia di pazienti potranno avere accesso a trattamento con questo farmaco.

«In questo momento è più che mai determinante che Sandoz compia la propria missione volta a fornire al Servizio sanitario i trattamenti terapeutici fondamentali», sottolinea Vivek Devaraj, amministratore delegato di Sandoz Italia. «Contribuire a salvare la vita dei pazienti colpiti dall'infezione è in questo momento la priorità assoluta per Novartis», afferma Pasquale Frega, Country President di Novartis in Italia. «Con la donazione di idrossiclorochina effettuata oggi riaffermiamo una volta di più che Novartis è a fianco dei medici e degli operatori sanitari nel superare questa fase, mentre si impegna allo stesso tempo a far fronte alle esigenze con le quali la sanità e la società italiane saranno chiamate a confrontarsi dopo l'emergenza». 


 

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