CORONAVIRUS

Coronavirus, Fed a sorpresa taglia i tassi dello 0,5%. G7: «Pronti a usare tutti gli strumenti»

Martedì 3 Marzo 2020
Coronavirus, Fed a sorpresa taglia i tassi dello 0,5%. G7: «Pronti a usare tutti gli strumenti»

La Federal reserve taglia i tassi di interesse di mezzo punto per fronteggiare l'emergenza Coronavirus. Il taglio dei è il primo intervento di emergenza dalla crisi finanziaria del 2008. L'annuncio della banca centrale americana segue la riunione dei ministri finanziari e dei governatori delle banche centrali del G7.

I fondamentali dell'economia Usa restano solidi, ha sottolineato però la Fed. «In ogni caso il coronavirus pone dei rischi all'attività economica. Alla luce di questi rischi e in sostegno degli obiettivi della massima occupazione e della stabilità dei prezzi, la Fed ha deciso di ridurre i tassi di interesse di mezzo punto all'1,-1,25%. La Fed sta monitorando da vicino gli sviluppi e le implicazioni per l'outlook economico e userà i suoi strumenti e agirà in modo appropriato per sostenere l'economia», si legge in una nota dell'istituto.

​Donald Trump, che da tempo chiedeva alla Fed di tagliare i tassi, non è soddisfato comunque e chiede di ridurre di più. «È il momento per la Fed di svolgere un ruolo di leader», allentando di più la politica monetaria e tagliando di più i tassi, ha twittato il presidente americano. Il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, plaude e appoggia invece la decisione della Fed di tagliare i tassi di interesse. «Non è una mossa politica» precisa Mnuchin. «È importante che si sappia che le nostre decisioni sono prese nell'interesse degli americani. Non teniamo conto di considerazioni politiche», ha poi voluto sottolineare, proprio riferendosi alle pressioni di Trump il presidente della Fed, Jerome Powell.

Il taglio dei tassi di interesse di mezzo punto percentuale deciso dalla Fed «aiuterà l'economia statunitense a restare forte», ha rimarcato Powell, ricordando allo stesso tempo che anche a fronte dei rischi, l'economia statunitense rimane solida. Il coronavirus ha «cambiato materialmente l'outlook dell'economia americana», ha spiegato Powell che ha messo in rilievo le «nuove minacce e rischi» a cui dovrà far fronte la comunità internazionale. L'epidemia, precisa il governatore della Banca centrale Usa, «avrà un peso sulle attività economiche negli Stati Uniti e all'estero», ma ad oggi gli effetti sull'economia mondiale «restano fortemente incerti».

«La Fed continuerà a monitorare la situazione da vicino e a usare gli strumenti appropriati» e «farà la sua parte per mantenere l'economia solida», ha aggiunto Powell, sottolineando che la situazione richiede una «risposta su più fronti: dalle autorità sanitarie, dalle autorità di bilancio e dalla politica monetaria che può sostenere l'attività economica, rafforzare la fiducia ed evitare una stretta delle condizioni finanziarie».

Powell ha poi aggiunto che non sono state discusse altre misure a sostegno dell'economia al di là del taglio dei tassi di interesse e che, a livello internazionale, «spetta ai singoli Paesi agire», anche se «è possibile che ci sarà un coordinamento più formale tra i Paesi del G7».

Sempre per affrontare l'emergenza Coronavirus oggi infatti è riunito il G7 in teleconferenza e ha dichiarato di essere pronto a usare «tutti gli strumenti» per contrastare gli effetti derivati dal contagio del Covid-19. «Stiamo monitorando attentamente la diffusione del coronavirus e il suo impatto sui mercati» e «dato il potenziale impatto sulla crescita globale, riaffermiamo l'impegno a usare tutti gli strumenti di policy più adeguati per ima crescita forte e sostenibile e contro i rischi al ribasso», è quanto scrivono i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali del G7 in una nota dopo il summit. Nel documento i ministri si dicono «pronti ad adottare misure, anche di bilancio se necessario, per aiutare la risposta al virus e sostenere l'economia in questa fase».

Nella nota pubblicata viene ribadito come «le banche centrali del G7 continueranno ad adempiere al loro mandato, sostenendo la stabilità dei prezzi e la crescita economica e mantenendo la resilienza del sistema finanziario». I ministri e i governatori accolgono con favore la disponibilità espressa da Fmi, Banca Mondiale e altre istituzioni finanziarie internazionali a favore dei paesi membri «attraverso l'utilizzo di tutti gli strumenti disponibili nella maggiore misura possibile». Il G7 si impegna, infine, a «cooperare ulteriormente per misure tempestive ed efficaci». Il ministro dell'Economia Roberto Gualtueri, al termine del summit ha commentato che «Si tratta di un passo
importante di coordinamento e cooperazione a livello internazionale». 

I mercati europei hanno reagito bene alla decisione della Fed., anche se in chiusura i guadagni si sono ridotti. Le Borse europee, dopo una giornata passata in buona parte in rosso, recuperano nel finale e chiudono in positivo. Londra è la migliore. Il Ftse 100 sale dell'1,13%, Parigi segna un +0,44%, poco mossa Francoforte -0,27%.

Piazza Affari ha terminato con un +0,4%. Lo spread scende a 160 punti base da i 176 della chiusura di ieri. Tra i titoli a maggiore capitalizzazione, Poste è stato il migliore con un aumento finale del 3,8%, seguita da Amplifon (+3,6%), Diasorin (+2,9%) e Stm, in rialzo del 2,7%. Bene anche Enel salita di due punti percentuali, piatta Eni, in calo di un punto percentuale Atlantia. Deboli le banche nonostante sia fortemente scesa la tensione sui titoli di Stato italiani: a trainare i cali il Banco Bpm che è caduto dell'8% a 1,7 euro dopo il piano industriale, seguito da Unicredit che ha ceduto il 4,2% e Bper in ribasso del 2,3%. Deboli anche Pirelli e Mediaset, che hanno perso due punti percentuali.

L'euforia per il taglio dei tassi svanisce, invece, a Wall Street, dove i listini girano in territorio negativo. Il Dow Jones perde il 2%.

 

Ultimo aggiornamento: 19:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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