CORONAVIRUS

Coronavirus. Eurogruppo, Conte: «Su Mes posizione governo non cambia». Gualtieri: «Servono 1500 miliardi»

Venerdì 10 Aprile 2020
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Roberto Gualtieri

Mentre nell'Eurogruppo un po' tutti si complimentano per i risultati ottenuti, in Italia scoppia la polemica. Da un lato il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, che rivendica la bontà dell'accordo che prevede un Mes "light", dall'altra le opposizioni, con in testa Matteo Salvini e Giorgia Meloni, che attaccano le scelte del governo. Dal canto suo, Giuseppe Conte ribadisce che la posizione del governo non è cambiata. 

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Quelle dell'opposizione «sono accuse grottesche: forse Salvini e Meloni ignorano che Mes già esiste, e che ci sono le condizionalità, cioè il controllo della troika. L'Eurogruppo ha proposto, e non deciso, che il Mes possa offrire, oltre al meccanismo che la troika, anche uno strumento incondizionato dal quale, i Paesi che lo vorranno, non l'Italia, potranno prendere dei soldi senza condizione». Lo ha detto il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri parlando ad Uno Mattina. «L'Italia e il premier Conte hanno detto e ripetuto che il Mes non è adatto affrontare la crisi».

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«È stato un ottimo primo tempo, ora dobbiamo vincere la partita», ha ribadito Gualtieri. «Si è passati da un testo originario, su cui avevamo messo il veto, che conteneva un'unica proposta, il Mes con alcune condizioni. Grazie alla nostra battaglia, siamo arrivati ad un testo con 4 strumenti e per la prima volta mette sul tavolo la proposta di un fondo per la ripresa finanziato con titoli comuni, che è esattamente la proposta dell'Italia». Ci sono poi i fondi Bei, lo Shure e una quota del Mes senza condizioni.

«Noi crediamo che a livello europeo servano complessivamente 1.500 miliardi»: lo ha detto il ministro dell'Economia, Roberto Gualteri, in un'intervista a Unomattina parlando dell'emergenza coronavirus. Al momento tre dei quattro strumenti messi in campo movimentano 500 miliardi, ha detto, «noi crediamo serva almeno un trilione, un trilione e mezzo (1.000, 1.500 miliardi riferendosi a trillion, ndr), alimentato con titoli comuni».

«Non chiediamo la mutualizzazione del debito passato, ma che le risorse necessarie per la sfida contro il virus siano risorse comuni. Più saranno tante, più saremo forti per superare la crisi e far ripartire l'economia», ha continuato il ministro dell'Economia parlando del Mes e dei Coronabond che l'Italia propone con altri Paesi. «La posizione che coraggiosamente l'Italia sta sostenendo credo che prevarrà, già sta prevalendo», ha detto il ministro parlando dei fondi Bei e di Shure «che si finanziano emettendo titoli».

Sul recovery plan ci sarà la battaglia più dura, ha detto Gualtieri, ribadendo che l'Italia chiede l'emissione di Eurobond. «Il pacchetto esiste per noi se ci sono tutti e quattro gli elementi», ha detto. «C'è un cambiamento di prospettiva significativo - ha proseguito - non chiediamo la mutualizzazione del debito passato ma che le risorse per affrontare questa emergenza siano comuni».

«Accolgo con favore il risultato cruciale raggiunto ieri dall'Eurogruppo e il sostegno a Sure per mantenere le persone al lavoro». Lo scrive su Twitter la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, precisando che l'esecutivo da lei guidato «risponderà alla richiesta per un'azione decisiva attraverso un recovery plan e un Quadro finanziario pluriennale rafforzato, in collaborazione con il presidente del consiglio europeo Charles Michel e altre istituzioni», conclude von der Leyen.

 Il Meccanismo Europeo di Stabilità è «uno strumento necessario» e «molto ben concepito» che, quando ha fornito aiuti ai Paesi che l'hanno richiesto, li ha rimessi, anche se «non è sempre stato facile», sulla via di una «crescita economica sostenuta». Lo ha sottolineato il ministro delle Finanze olandese Wopke Hoekstra, in una conferenza stampa dopo l'Eurogruppo della notte scorsa. Le linee di credito Eccl del Mes a condizionalità 'light', ha detto Hoekstra, «sono solo per i costi sanitari legati alla Covid-19. Costi diretti e indiretti, ma sempre sanitari: quindi non, per esempio, per un negozio che deve chiudere i battenti a causa della pandemia». «Questo è fuori questione - ha aggiunto - quello che spero è che continuiamo a vedere il Meccanismo Europeo di Stabilità come uno strumento necessario e molto ben concepito, nella nostra cassetta degli attrezzi». 

«Penso che sia spiacevole - ha aggiunto Hoekstra - che venga a volte descritto come una cosa non desiderabile. Credo che i risultati del Mes siano stati tali che, quando i Paesi lo hanno utilizzato, non è sempre stato facile, non solo li ha aiutati a sopravvivere ad una fase molto difficile, ma li ha anche sempre rimessi sulla strada della crescita economica a lungo termine: hanno registrato una crescita economica sostenuta dopo i programmi del Mes». Tuttavia, ha concluso Hoekstra, «per essere chiari, non siamo vicini ad una fase simile: non c'è un solo Paese che in questo momento abbia problemi finanziari esistenziali. Per ora, per fortuna, si tratta di una discussione teorica». 

ALTRE REAZIONI
 «Non è stato né firmato e né attivato nessun Mes e non sarà attivato. È ora di dire basta alle fake news. Bisogna smetterla di mandare in giro false notizie solo per tornaconto politico, soprattutto da parte di coloro che dovrebbero mostrare senso di responsabilità, con tutto quello che il nostro Paese sta attraversando a causa del Covid-19». Lo afferma il capogruppo alla Camera del MoVimento 5 Stelle, Davide Crippa. «Nel vertice dei ministri delle Finanze dell'Ue ieri si è deciso di porre all'attenzione del prossimo Consiglio europeo una serie di misure sulle quali decideranno i leader dei Paesi membri. Non è un pacchetto chiuso, non è ancora stato deciso nulla. Siamo sicuri che il Presidente Conte, che ha il nostro completo appoggio, rispetterà la parola data agli italiani e che porterà le istanze del nostro Paese al prossimo vertice europeo», osserva.

 

Ultimo aggiornamento: 14:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA