CORONAVIRUS

Coronavirus, tracollo delle Borse: Piazza Affari giù del 17%

Giovedì 12 Marzo 2020
Coronavirus, borse asiatiche di nuovo a picco, male anche India e Australia

Borse di nuovo a picco con l'emergenza coronavirus. A Milano l'indice guida Ftse Mib chiude con un tracollo del 16,92%%, a 14.894 punti, record negativo di sempre in un sola seduta, e superiore al ribasso del 24 giugno 2016, il giorno dopo la Brexit, quando la perdita finale fu del 12,4%, e alle sedute seguite al crack di Lehman Brothers (-8,2%) e all'11 settembre (-7,5%). Si infiamma anche lo spread, che balza a 262 punti, dopo essere salito sopra quota 270, dai 193 di ieri.

La seduta shock delle Borse europee ha portato a un crollo dell'indice StoxxEurope600, che raggruppa i principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, dell'11,3%, che equivale a 825 miliardi di capitalizzazione bruciati in una giornata. A Milano, solo nel paniere Ftse Mib dei gruppi maggiori, sono andati persi 68 miliardi.
 

Affondano anche le altre piazze europee: Parigi del 12,28%, Francoforte del 12,23%, Londra del 9,81% e Madrid del 13,3%. Ad aggravare un quadro già compromesso fin dall'avvio con il nuovo calo del petrolio (-8% il Brent) e la decisione del presidente Usa Donald Trump di fermare tutti i voli dall'Europa per 30 giorni, sono stati il crollo di Wall Street - che poi dopo l'intervento straordinario della Fed ha ridotto le perdite - e la Bce, che ha deluso i mercati lanciando misure considerate non abbastanza aggressive per contenere le ricadute della crisi sanitaria ed economica.L'Eurotower ha aumentato il Quntitative easing, il piano diacquisto titoli per sostenere l'economia, di 120 miliardi di euro entro fine anno (le aspettative erano per 20-40 miliardi al mese) e ha varato nuove misure per fornire liquitià. Ma gli investitori le hanno considerate misure non adeguate.

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«Predefinire l’ammontare del Qe, nonostante la sua "flessibilità", può essere facilmente interpretato come una forte riluttanza a fare di più, che naturalmente è stata confermata con il messaggio che i limiti non saranno stati messi in discussione a breve», ha commentato Didier Saint-Georges, managing director di Carmignac, secondo il quale le parole di Lagarde di oggi sono «un doppio riconoscimento del fatto che la politica monetaria è ormai impotente e che un approccio coordinato di natura sia monetaria che fiscale non è oggi in discussione».

L'intervento annunciato dalla Bce, ha agginuto, «non ha impressionato abbastanza, e le altre misure sono troppo specifiche per influire positivamente sul clima di fiducia degli operatori. Il movimento di flight to quality si è accentuato nel corso del pomeriggio, con il debito italiano soggetto a particolare pressione», ha aggiunto Luca Mezzomo, economista di Intesa Sanpaolo. Insomma, le misure della Bce non bastano e ora tocca ai governi. «Come ha ricordato la presidente Lagarde, l’intervento più importante nelle attuali circostanze è quello fiscale. Soltanto una reazione energica su tale fronte può ridurre l’incertezza dello scenario e condurre anche a una stabilizzazione dei mercati», ha detto ancora Mezzomo. 

A Piazza Affari la giornata è progressivamente peggiorata fino all'apnea finale, con la pichciataaggravata dal fatto che il crollo - a differenza di altre sedute drammatiche - segue cali già violentissimi, con una caduta dal 4 marzo del 32% totale, che dall'inizio della crisi da Coronavirus diventa del 41%. Tra i titoli principali di Milano, con continui congelamenti in asta di volatilità, Atlantia, Leonardo e Poste hanno perso il 22%, Autogrill il 21%, Enel il 20%, Eni, Mediobanca e Tim il 18%, Fca, Intesa e Unicredit il 17%. Tutte le banche hanno sofferto la forte tensione sui titoli di Stato italiani e, nel paniere a elevata capitalizzazione, solo Diasorin ha segnato un ribasso inferiore alle due cifre, con un calo comunque di oltre l'8%.

Seduta drammatica anche per i titoli di Stato italiani. La pioggi a di vendite innescata dai timori per le conseguenze dell'epidemia ha penalizzato fortemente i Btp che hanno nettamente fatto peggio dei titoli di Stato degli altri Paesi della zona Euro. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il Btp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco ha segnato un incremento di 69 punti base rispetto al riferimento di ieri chiudendo a 262 punti base dopo essere arrivato a toccare i 273 punti base (193 ieri in chiusura). In forte rialzo anche il rendimento del Btp decennale benchmark che in chiusura viene indicato all'1,89%, dopo aver toccato un picco al 2%, dall'1,18% del riferimento precedente.

In Asia giornata difficile anche per Tokyo, dove l'indice Nikkei è scivolato del 4,41% a 18.559 punti. Peggio ha fatto Seoul che termina con un -3,87%. In profondo rosso anche le borse cinesi, con Shanghai che segna un -2,08%, mentre è più sacrificata Shenzhen che scivola del 2,98%. Perdite ampie anche per Taiwan (-4,33%). Tonfo di Mumbay (-6,89%), mentre cola a picco Sydney (-7,23%).

 

Ultimo aggiornamento: 13 Marzo, 10:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA