CORONAVIRUS

Coronavirus, Bce lancia quantitative easing da 750 miliardi di euro per l'emergenza

Giovedì 19 Marzo 2020 di Antonio Pollio Salimbeni
2

BRUXELLES Torna in campo la Bce e questo dà pienamente il senso della gravità del momento. A mezzanotte è arrivata la notizia: la Banca centrale europea ha annunciato una nuova potente operazione di liquidità per dare nuova linfa al sistema economico dell’area euro semiparalizzato dalla diffusione del coronavirus

Coronavirus, borse e spread Riunione telefonica d’urgenza del board della Bce
Coronavirus, Lagarde teme collasso economia in caso di isolamenro prolungato per molti mesi

Si tratta di un nuovo programma temporaneo di acquisto di titoli pubblici e privati per «contrastare i seri rischi al meccanismo di trasmissione della politica monetaria e per le prospettive economiche dell’area euro dovuti all’esplosione e alla crescente escalation del Covid-19». Il Programma pandemico di acquisti di asset finanziari vale 750 miliardi di euro, acquisti che saranno condotti sino alla fine dell’anno e includeranno tutti i tipi di asset che vengono comprati sul mercato secondario normalmente da anni dalla Bce. Con una precisazione molto importante: mentre per l’acquisto di titoli del settore pubblico il parametro di riferimento continuerà a essere la quota di capitale delle banche centrali nazionali nella Bce, «gli acquisti del nuovo programma sarà condotto in modo flessibile: ciò permetterà fluttuazioni nella distribuzione dei flussi di acquisti nel tempo tra classi di titoli e tra giurisdizioni». 

LA REGOLA
Questa è una novità assoluta: significa che la Bce potrà deviare dalla regola in base alla quale può acquistare debiti sovrani in proporzione alla quota che ogni paese detiene nell’azionariato della banca centrale (capital key). «Tempi straordinari richiedono un’azione straordinaria, non ci sono limiti al nostro impegno per l’euro, siamo determinati a usare il pieno potenziale dei nostri strumenti nel rispetto del nostro mandato», ha dichiarato la presidente Christine Lagarde. Lasciandosi alle spalle, in tal modo, le forti e giustificate critiche per l’imperdonabile errore della settimana scorsa quando indicò, sbagliando clamorosamente, che non è compito della Bce «chiudere gli spread»: una dichiarazione che ha procurato un danno gravissimo soprattutto all’Italia.

La Bce, viene indicato da Francoforte, «terminerà gli acquisti una volta che giudicherà che la crisi del coronavirus è finita ma in ogni caso non prima della fine dell’anno». Nel dettaglio, sarà più ampia la gamma di asset che saranno comprati nel quadro del programma relativo ai titoli delle imprese: rientreranno infatti per la prima volta i commercial paper non finanziari (specie di cambiali emesse dalle imprese sottoscritte da banche, fondi o privati), rendendo tutti i titoli di questa natura di qualità di credito sufficiente eleggibili per l’operazione Bce. Poi saranno facilitati gli standard aggiustando i parametri di rischio principale assicurando che le controparti del finanziamento aziendale continuino a usare pienamente le operazioni di rifinanziamento dell’Eurosistema. 

La Bce ha ribadito di essere pienamente impegnata «a svolgere il proprio ruolo nel supportare tutti i cittadini dell’area dell’euro in questo momento estremamente impegnativo» garantendo «che tutti i settori dell’economia possano beneficiare di condizioni di finanziamento di sostegno che consentano loro di assorbire questo shock. Questo vale anche per famiglie, aziende, banche e governi». Tutti i governi di tutti i paesi. Con un’aggiunta: la banca centrale «è pienamente preparata ad aumentare le dimensioni dei suoi programmi di acquisto di asset e ad adeguarne la composizione, per quanto necessario e per tutto il tempo necessario. Esplorerà tutte le opzioni e tutte le contingenze per sostenere l’economia». E «non tollererà alcun rischio per la regolare trasmissione della sua politica monetaria in tutte le giurisdizioni dell’area dell’euro». Un chiaro segnale di sostegno all’Italia, considerato uno dei paesi più a rischio in questa fase.

Nella giornata di ieri era stato il ministro delle Finanze francesi Le Maire a chiedere che la Bce uscisse di nuovo allo scoperto con misure più radicali usando «tutti gli strumenti disponibili rapidamente e in modo massiccio”. Tra i governi cresce la preoccupazione che l’economia sprofondi a lungo in una paralisi di cui non si vede la via di uscita. Varie opzioni sono allo studio dopo il via libera alla flessibilità su bilanci pubblici e aiuti di stato. Si parla di intervento speciale del Fondo salva-stati (Meccanismo europeo di stabilità) con condizionalità diversa da quella classica e perfino di emettere un “coronabond” comune, che sarebbe una svolta politico-finanziaria epocale per la zona euro. L’ha posta sul tavolo il premier Conte, Macron e lo spagnolo Sanchez l’appoggiano.

E ieri sera, nel messaggio alla nazione, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha indicato: «Ci aspettiamo che i ministri delle finanze ne discutano ulteriormente, parlerò con Olaf Scholz (ministro delle finanze tedesche – ndr) in modo che in modo che prendiamo parte alla discussione, ma non ci sono conclusioni». Qualcuno parla di possibile apertura, certo non c’è stata una chiusura. 
 

Ultimo aggiornamento: 11:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani