​Contratto statali, «aumenti di stipendio e carriere più rapide». Il piano del governo

Contratto statali, «aumenti di stipendio e carriere più rapide». Il piano del governo
di Andrea Bassi
5 Minuti di Lettura
Giovedì 22 Luglio 2021, 00:12 - Ultimo aggiornamento: 12:05

Stipendi più simili a quelli dei dirigenti che dei funzionari. Con una parte della retribuzione legata ai risultati e alle posizioni di responsabilità occupate. Sul tavolo del rinnovo del contratto degli statali il governo, per il tramite dell’Agenzia Aran, mette la nascita di una quarta area, per ora non battezzata con nessun nome, ma che assomiglia molto a quella dei “quadri” del privato. Secondo la bozza presentata ieri dal presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ai sindacati, in questa quarta area entreranno persone con competenze, si legge nel documento, “altamente specialistiche”.

Chi ne entrerà a far parte

Chi ne entrerà a far parte? I requisiti minimi indicati sono una laurea specialistica accompagnata, di norma, da un periodo pluriennale di esperienza lavorativa, sia nel pubblico che nel privato, in funzioni specialistiche o di responsabilità che possono anche richiedere l’iscrizione ad albi professionali. I profili, insomma, assomigliano molto a quelli che da qualche tempo la Pubblica amministrazione ha iniziato a cercare per attuare il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Va detto, fino ad oggi, con scarso successo come nel caso dell’ormai famoso concorso per il Sud. In effetti offrire dei contratti a termine con stipendi bassi (quelli delle terza area offerti ai candidati erano di circa 1.400 euro mensili) a ingegneri, statistici, data scientist e ad altri profili altamente specializzati, non si è rivelata una strada facilmente percorribile.

«La quarta area”, spiega Naddeo al Messaggero, “nascerà vuota. Nel tempo potrà essere riempita sia con progressioni di carriera interne come prevede del resto il decreto sul reclutamento nella Pa, sia con ingressi dall’esterno. In questa area potranno trovare posto anche le professionalità che saranno assunte a tempo determinato per l’attuazione del Pnrr». Ai funzionari interni sarà riservato, si legge nella bozza di accordo sul nuovo ordinamento professionale, il 50% dei posti (la stessa percentuale del resto che prevede anche il decreto sul reclutamento). La progressione non avverrà più come oggi, in base a un rigido concorso, ma per gli interni ci sarà una procedura snella. Si valuteranno i risultati, i titoli posseduti, l’esperienza maturata. «Con questo ordinamento professionale», spiega ancora Naddeo, «cerchiamo di guardare al futuro, ai nuovi ingressi nella Pubblica amministrazione, ma nello stesso tempo teniamo conto delle professionalità interne dando la possibilità ai funzionari di fare carriera». La bozza portata al tavolo ieri prevede per le altre aree invece, delle progressioni economiche orizzontali. Anche qui ci saranno delle novità. Vengono previste due strade per gli aumenti di stipendio. Una “selettiva” che consentirà di riconoscere gli scatti, senza eccessivi formalismi, anche indipendentemente dal decorso del tempo, ad un limitato numero di persone con livelli di prestazione alti che abbiano dimostrato concretamente più elevate capacità. Per tutti gli altri che invece hanno raggiunto risultati “buoni”, gli aumenti ci saranno ogni «tot» di anni. Ma la domanda a questo punto, è se i sindacati sono d’accordo con l’impostazione presentata dall’Aran al tavolo della trattativa. 

«I sindacati», dice Naddeo, «sulla quarta area hanno da sempre mostrato un certo scetticismo, ma la sua creazione ora è prevista da una legge». In realtà le posizioni sono più articolate. La Cgil, la Cisl e la Uil sono quelle che hanno sempre mostrato le maggiori perplessità alla creazione di un’area intermedia tra funzionari e dirigenti. La Fpa invece ha aperto con favore alla proposta Aran. Il segretario Marco Carlomagno plaude a un nuovo ordinamento professionale per rendere «coerente le professionalità necessarie con i nuovi modelli lavorativi, migliorare i servizi resi a cittadini e imprese, offrire prospettive e rendere appetibili le nuove assunzioni che ormai sono ineludibili». Positivo anche il giudizio della Confsal-Unsa. «Le nostre valutazioni», dice il segretario generale Massimo Battaglia, «sono di apprezzamento dell’idea di progressioni economiche all’interno delle aree con procedure snelle secondo due modalità “selettive” ed “inclusive”, e di progressioni verticali fra le aree con procedure interne, riservando il 50% dei posti».

Restano tuttavia alcune criticità, la più rilevante delle quali, è il «costo» del nuovo ordinamento professionale. Per ora c’è un impegno a trovare i fondi a finanziare la nuova area e le progressioni di carriera nella prossima legge di Bilancio. «Nel Patto per il pubblico impiego firmato dal ministro Renato Brunetta e da Mario Draghi», ricorda Naddeo, «è stato preso un impegno politico a stanziare nuove risorse nella prossima manovra». Intanto, però, i tempi per la firma del nuovo contratto si stanno allungando. L’obiettivo di chiudere entro luglio è ormai saltato. «Ce la faremo per settembre», promette Naddeo. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA