Contratti, Istat: 6,5 milioni dipendenti in attesa rinnovo

Contratti, Istat: 6,5 milioni dipendenti in attesa rinnovo
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Giovedì 28 Ottobre 2021, 11:45

(Teleborsa) - In attesa della chiusura del primo accordo di rinnovo per il pubblico impiego (stagione contrattuale 2019-2021), nel terzo trimestre prosegue l'attività contrattuale nel settore privato, che registra alla fine di settembre un contratto in vigore per l'85% dei dipendenti del settore industriale e per il 40% di quelli dei servizi. Lo rileva l'Istat spiegando che la crescita tendenziale delle retribuzioni contrattuali si mantiene comunque modesta, con segnali di maggiore vivacità nel comparto industriale che, per il quarto mese consecutivo, registra una crescita superiore al punto percentuale. In media 2021, il valore delle proiezioni delle retribuzioni contrattuali è pari allo 0,6%, circa un terzo del valore dell'inflazione acquisita per lo stesso periodo (+1,7%).

L'Istituto di statistica fa sapere che alla fine di settembre 2021, i 39 contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica riguardano il 47% dei dipendenti - circa 5,8 milioni – e corrispondono al 46,9% del monte retributivo complessivo.

Nel corso del terzo trimestre 2021 sono stati recepiti cinque contratti: agricoltura-impiegati, tessili, vestiario e maglierie, poste, pulizia locali e scuola privata laica.
I contratti che, a fine settembre, sono in attesa di rinnovo scendono a 34 e interessano circa 6,5 milioni di dipendenti (il 53% del totale), quasi 1 milione in meno rispetto al dato di fine giugno e riguardano il 53,1% del monte retributivo complessivo.

Il tempo medio di attesa di rinnovo per i lavoratori con contratto scaduto, tra settembre 2020 e settembre 2021, è aumentato sia per i lavoratori con il contratto scaduto (da 17,9 a 28,7 mesi), sia per il totale dei dipendenti (da 14,1 a 15,2 mesi).

La retribuzione oraria media, rispetto al periodo gennaio-settembre 2020, è cresciuta dello 0,6%.

In aumento anche l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie: dello 0,1% rispetto ad agosto 2021 e dello 0,7% rispetto a settembre 2020.

In particolare, l'aumento tendenziale è stato dell'1,2% per i dipendenti dell'industria, dello 0,8% per quelli dei servizi privati ed è stato nullo per quelli della pubblica amministrazione.

I settori che presentano gli aumenti tendenziali più elevati sono quelli dell'estrazione minerali e dell'energia e petroli (entrambi +2,7%) e del legno, carta e stampa (+2,3%). L'incremento è invece nullo per il settore tessile, per quelli dell'abbigliamento e della lavorazione pelli, dell'edilizia, del commercio, delle farmacie private e come già detto, della pubblica amministrazione.

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