Confindustria, è stagnazione. Governo al lavoro sul taglio del cuneo fiscale

Lunedì 13 Gennaio 2020
Crescita al lumicino, economia in stagnazione. A lanciare l'allarme è Confindustria, con il governo che cerca di superare le divisioni nella maggioranza sull'intervento fiscale, taglio del cuneo o dell'Irpef, per dare un impulso alla crescita con risorse che ad oggi si fermano a tre miliardi di euro.

Sui mercati Nomura getta acqua sul fuoco sul rischio di elezioni anticipate e conseguente instabilità finanziaria: se
nel breve periodo le elezioni in Emilia-Romagna potrebbero causare qualche instabilità, nel 2020 lo spread è atteso in calo a 120 punti base dagli analisti. «Probabilità molto bassa», sotto il 10%, di elezioni anticipate, a beneficio di un raffreddamento ulteriore dello spread, oggi a 154, e sostenibilità del debito sotto controllo.

È sul fronte della crescita che resta la sfida per l'esecutivo. «L'economia italiana è appena sopra lo zero» e più di ogni altra cosa «mancano gli investimenti, che non ripartono, e il credito, che è in calo», avverte Confindustria nella Congiuntura flash. Parlando apertamente di stagnazione nel quarto trimestre 2019, dopo i primi tre che hanno visto una crescita inchiodata allo 0,1%. L'industria, in particolare, è ancora in difficoltà: a dicembre gli ordini sono
in parziale recupero, ma il Pmi (Purchasing Managers' Index) è crollato ancor di più (46,2) e il CSC stima una produzione in calo nel trimestre.

Un quadro che rende urgente uno stimolo di bilancio. Sul come, tuttavia, il governo deve ancora trovare la quadra, fra ipotesi di riforma complessiva dell'Irpef di taglio ulteriore al cuneo fiscale, a sostegno anche delle imprese. «State tranquilli che perverremo ad una agenda condivisa» e «a fine mese ci ritroveremo e più facilmente faremo sintesi, anche io farò le mie riflessioni», assicura da Ankara il premier Giuseppe Conte, annunciando una riforma dell'Irpef. Per superare le divisioni, e mettere fine alle fibrillazioni che hanno agitato la maggioranza nelle settimane scorse, il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri vedrà le parti sociali proprio sul tema del taglio del cuneo fiscale. Prima ancora di venerdì, «sono convinta che ci incontreremo - dice la vice ministra dell'Economia Laura Castelli - per condividere all'interno della maggioranza di governo una linea unitaria sul cuneo fiscale e sull'Irpef».

Se nel Pd in molti appaiono più schierati a favore di un taglio del cuneo, Luigi Marattin saluta una riforma strutturale
dell'Irpef «come noi di Italia Viva proponiamo da mesi». «Vogliamo triplicare-quadruplicare le risorse per il taglio del
cuneo fiscale nel corso della legislatura», dice invece il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia (Pd). La
formula dell'intervento, alla fine, potrebbe anche risultare in un mix. Salvo trovare le risorse. «Rivedere l'Irpef può
garantire indirettamente l'intervento sul cuneo fiscale perché a parità di costo-azienda il netto è più alto e quindi è un vantaggio per il lavoratore e di conseguenza per l'azienda», dice il vice ministro dello Sviluppo economico, Stefano Buffagni. «Nessuno ha la soluzione in tasca, bisogna mettersi a tavolino e discutere».

  Ultimo aggiornamento: 20:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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