Boccia (Confindustria): «Se non si cresce è colpa esclusiva di questo governo»

Martedì 30 Ottobre 2018
«Se non ci sarà la colpa sarà solo del governo». Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a Ivrea per l'assemblea degli imprenditori del Canavese, commenta così i dati Istat sul secondo trimestre 2018 che registrano una battuta d'arresto del Pil dopo tre anni di crescita.  

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«C'e una divergenza di spiegazioni economiche in questo governo su cui bisogna cominciare a chiarire sul fato che se i risultati della crescita non ci saranno nei prossimi mesi é colpa esclusiva di questo governo e della politica economica che realizza, non di altri». Così il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a Ivrea per l'assemblea di Confindustria Canavese. «Siamo a disposizione del Paese e del Governo - ha detto - per fare proposte che non antepongano le ideologie alle spiegazioni economiche».


Che l'Istat abbia detto che la crescita é stagnante «era prevedibile, l'abbiamo detto da tempo - continua Boccia - L'economia globale comincia a rallentare e l'Italia deve reagire. Viviamo molto di export che attiva anche la domanda interna perché se aumenta l'export italiano significa che aumenta la produzione in Italia e quindi l'occupazione. Il rallentamento dell'economia globale in funzione dei dazi degli Usa, e del rallentamento complessivo della maggiore capacità di competizione industriale a partire dalla Cina, sono segnali che devono farci fare i conti su due questioni, una questione italiana e l'altra europea, che per noi si chiama questione industriale».

«Speriamo che abbiano curriculum all'altezza di una grande istituzione come è la Consob. Vediamo come fanno le nomine», aggiunge Boccia risponde poi sui ritardi nella nomina del nuovo presidente della Consob, ruolo rimasto vacante da settembre dopo le dimissioni di Mario Nava.

Il possibile slittamento del reddito di cittadinanza e della quota cento per le pensioni sono «un dato positivo perché si comincia a pensare che si possano fare ma in una logica di medio termine e non immediatamente», conclude il presidente di Confindustria. E aggiunge: «Si esce dalla criticità elettoralistica di fare le cose tutte subito e speriamo però che questo serva a compensare il secondo pilastro della manovra che è quello della crescita». «Noi non siamo contro il reddito di cittadinanza - ha rimarcato - Siamo consapevoli dei divari nel Paese. Però non deve essere assistenza, deve essere un ponte verso il lavoro e l'occupazione. Se vogliamo danneggiare la dignità delle persone dobbiamo fare assistenza, ma non è nel mood di questa Confindustria». Ultimo aggiornamento: 20:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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