Il comitato dei 100 giornalisti dichiarati idonei al concorso diffida la Rai

Il comitato dei 100 giornalisti dichiarati idonei al concorso diffida la Rai
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Venerdì 30 Novembre 2018, 18:02 - Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre, 15:10

Il Comitato Informazione Pubblica, composto da oltre 100 giornalisti dichiarati idonei nel concorso Rai del 2105 e volto all’assunzione di giornalisti, ha diffidato l'azienda con l’assistenza dell’avvocato Vincenzo Iacovino, facendo cosi chiarezza sul loro diritto all’assunzione e il conseguente obbligo della Rai.

L’atto è stato recapitato qualche giorno fa, tra gli altri, al Presidente della Rai Marcello Foa, ai singoli componenti del consiglio di amministrazione e tra questi al consigliere eletto dai dipendenti Riccardo Laganà, all’amministratore delegato Fabrizio Salini, alla commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

Secondo il Comitato l’azienda in caso di nuove assunzioni di giornalisti «è obbligata ad attingere esclusivamente tra i dichiarati idonei delle graduatorie 2013 e 2015. Obbligo che deriva dalla legge di bilancio 2018 – legge 27.12.2017 n.205 - al comma 1096. Altre soluzioni violerebbero la legge, comporterebbero uno sperpero di denaro pubblico e rischierebbero di riportare l’azienda a pratiche poco trasparenti». Questa la ferma posizione del Comitato avallata e sostenuta anche dall’Associazione Stampa Romana in persona del suo segretario Lazzaro Pappagallo.

Il comitato sottolinea che «a più di tre anni dalla selezione pubblica cui abbiamo partecipato, ancora non sappiamo come la Rai intenda procedere nei confronti della nostra graduatoria. Nella sua recente audizione davanti alla Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, l’amministratore delegato ha dichiarato: Stiamo valutando. Questa è si un’apertura, ma dai contorni vaghi e comunque non conformi al disposto normativo che prevede precisi obblighi. La nostra diffida nasce forzatamente da questo lungo stato di silenzio ed incertezza sul diritto che abbiamo maturato e che esigeremo anche davanti alle competenti autorità giudiziarie in caso di inadempimento da parte della Rai»

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