Cmc, ecco le cause del default. Crisi di liquidità molto pesante

Martedì 4 Dicembre 2018 di Rosario Dimito
Riduzione nei volumi produttivi da 549,7 milioni del 30/06/2017 a 514,4 milioni del 30 giugno 2018; peggioramento del Margine Operativo Netto, che passa da 45,7 a 37,5 sempre negli stessi periodi; riduzione delle disponibilità liquide da 181,1 a fine 2017 a 89,1 milioni a fine giugno 2018; diminuzione dell'EBITDA (Margine Operativo Lordo) di 16,7 milioni, da 81,7 (al primo semestre 2017) a 64,8 milioni del primo semestre 2018; riduzione dell'utile netto rispetto a quello del primo semestre dell'esercizio 2017 (prima delle imposte e al netto delle imposte, rispettivamente: da 8,7 a 7,3 milioni; da 3,8 a 0,7 milioni);  incremento della Posizione Finanziaria Netta di 4,8 milioni rispetto al 31/12/2017.

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Sono alcuni dei numeri a corredo della domanda di ammissione al concordato preventivo decisa dal cda di Cooperativa muratori cementisti di Ravenna (Cmc) di domenica 2 dicembre, una delle grandi coop un tempo rossa, attiva nelle costruzioni e anch'essa in condizioni critiche. Il ricorso di 23 pagine, che Il Messaggero.it è in grado di pubblicare, fa una fotografia fedele della situazione, appesantita da 575 milioni di due prestiti obbligazionari. Cmc è assistita da Mediobanca, studio Trombone e da un pool di legali tra i quali Andrea Zoppini.

Più avanti si legge che a far precipitare il destino di Cmc c'è stata la decisione di alcuna banche guidate da Unicredit. Ultimo aggiornamento: 12 Dicembre, 09:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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