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Cartelle esattoriali fra rottamazione e rate, più tempo per pagarle: decreto in settimana, ecco cosa cambia

Cartelle esattoriali, più tempo per pagarle: decreto in settimana, ecco cosa cambia
di R.Ec.
4 Minuti di Lettura
Martedì 12 Ottobre 2021, 17:07 - Ultimo aggiornamento: 14 Ottobre, 14:58

Circa quattro-cinque mesi di tempo per pagare le cartelle esattoriali arrivate ai contribuenti non in regola con il fisco a partire dallo scorso 1° settembre. Sarebbe questa l'intenzione del governo Draghi, che potrebbe inserire la diluzione dei tempi nel prossimo decreto fiscale, quasi certamente in approvazione questa settimana. All'interno potrebbe finire anche una possibile nuova diluizione della rateizzazione della rottamazione ter e del saldo e stralcio. Provvedimenti che, accanto a rifinanziamenti e nuove misure, servirebbero a traghettare il contribuente verso un ritorno alla normalità, dopo le moratorie per l'emergenza Covid, con tempi più lenti.

Tuttavia i tecnici dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione toccano con mano il fatto che in pancia all'Istituto ci sono già troppe cartelle da smaltire e che continuando a rinviare sarà inevitabile procedere con altre "sanatorie" e rottamazioni, a meno di ingolfare definitivamente il lavoro di riscossione.

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Il governo, in linea con le indicazioni date dalle commissioni Finanze di Camera e Senato, sarebbe quindi intenzionato a dilazionare i pagamenti dovuti per gli atti in arrivo dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione. L'ipotesi è di concedere un varco fino a 4 mesi (o forse 150 giorni, cioè cinque mensilità). Inoltre si ipotizza di  spalmare ulteriormente anche il versamento delle rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio per evitare che il contribuente impossibilitato a rispettare il piano di rientro veda decadere lo schema di definizione agevolata. Si ragiona su 18 mesi di tempo per saldare il conto. Inoltre si eviterebbe il blocco immediato della rateizzazione dando 60 giorni per rimettersi in carreggiata se si salta una data di scadenza concordata.

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La diluzione è uno degli impegni nella risoluzione oggi in discussione nelle due commissioni, relativa al documento sullo stato di riscossione depositato a luglio dal ministro dell'Economia Daniele Franco. Inoltre potrebbe spalancare le porte alla rottamazione quater, che può sempre essere inserita nel decreto fiscale. Quest'ultima dovrebbe mantenere la definizione agevolate per le cartelle che scadono dopo quelle coinvolte nella rottamazione ter, cioè oltre il 30 novembre 2020 e quindi nel 2021. Per queste categorie di cartelle il termine per pagarle era stato già rinviato al 30 novembre di quest'anno. Le cartelle in oggetto dovrebbero fare riferimento ai mesi compresi tra il 2018 e il 2019.

Fine delle penalità per illeciti formali?

Nel decreto fiscale, poi, potrebbe trovar spazio un incentivo alle dichiarazioni integrative e una riforma delle sanzioni in base alle violazioni commesse. Molti, nella maggioranza, propongono di abolire le penalità per illeciti formali. Inoltre si ragiona su una disciplina che permetta al contribuente di partecipare al procedimento di accertamento, costituendo un vero contraddittorio che ad oggi non c'è.

 

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Le prossime tappe

Entro il 15 ottobre è atteso infine il Consiglio dei ministri per il via libera al documento programmatico di Bilancio da notificare a Bruxelles, con i saldi di bilancio e le misure principali della manovra. La Legge di Bilancio vera e propria va trasmessa alle Camere entro il 20 di questo mese. In quella sede troveranno spazio, tra gli altri, gli  interventi per il superamento di Quota 100 per le pensioni, le prime anticipazioni della riforma fiscale con il taglio dell'Irpef, gli incentivi per le imprese, le risorse per la riforma degli ammortizzatori sociali.

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