Carige, Di Maio attribuisce crisi a "gestione scellerata" e "commistioni politica"

Venerdì 1 Febbraio 2019
(Teleborsa) - La crisi di Carige è colpa di una "gestione scellerata" e delle "commistioni con la politica". Lo ha affermato il vicepremier Luigi Di Maio, in audizione alla Camera.

Il leader dei Cinquestelle ha anche citato chi "c'è dietro la cortina dei nomi", facendo i nomi di Alessandro Scajola, fratello dell'ex ministro, Luca Bonsignore, figlio di un ex Eurodeputato, Giovanni Marongiù, sottosegretario di Prodi, ed Alberto Repetto, parlamentare dell'Ulivo.

Tutti questi soggetti hanno avuto dei ruoli chiave (consigliere o direttore generale) nell'Istituto di credito ligure, ha detto Di Maio, aggiungendo che "nei periodi in cui si sono create le maggiori sofferenze giocavano a fare i banchieri".

Poi ha denunciato una serie di operazioni azzardate e "discutibili" che hanno prodotto "perdite su crediti di diversi miliardi": il vicepremier ha citato un debito da 450 milioni per i finanziamenti erogati al Gruppo Messina; 250 milioni concessi con estrema leggerezza al Parco degli Erzelli sulla collina di Cornigliano ed una serie di altri prestiti e fidi che hanno prodotto sofferenze.

"Non so se interverremo, ma se mettiamo dei soldi, la banca diventerà dei cittadini", ha ribadito il vicepremier, aggiungendo che "i risparmiatori non dovranno pagare le colpe dei manager" ed "ai responsabili chiederemo di restituire i mega-bonus".

Frattanto, il numero uno di Banco BPM Giuseppe Castagna ha escluso un possibile connubio con la banca genovese. "Abbiamo appena terminato la parte più importante della ristrutturazione e della fusione", ha spiegato aggiungendo che quello dell'aggregazione di banca carige "è un argomento al quale oggi sinceramente non pensiamo".

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