Buoni Spesa, ai Comuni oltre 400 milioni: ecco chi ne ha diritto e come può usarli

Buoni Spesa, ai Comuni oltre 400 milioni: ecco chi ne ha diritto e come può usarli
di Diodato Pirone
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Non tutti sanno che le persone e famiglie in difficoltà economica a causa della pandemia possono ricevere contributi economici per acquistare alimenti, farmaci e beni di prima necessità. Si tratta dei "Buoni Spesa" per i quali i Comuni italiani hanno ricevuto dallo Stato la bellezza di 400 milioni di euro.

COME FUNZIONANO

Intanto i soldi ci sono. Il Decreto Ristori ter ha previsto l'istituzione di un Fondo di 400 milioni per consentire ai Comuni italiani sia di distribuire Buoni Spesa che di acquisare direttamente alimentati e farmaci destinati a famiglia in affanno. Le risorse sono distribuite in base all'indice di povertà calcolato dall'Istat e dunque le comunità che hanno maggiormente bisogno possono contare su una maggiore quantità di risorse. I criteri di assegnazione dei bonus sono diversi da Comune a Comune perché non c'è migliore autorità del sindaco che possa venire incontro alle necessità della comunità che governa. 

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LE INTEGRAZIONI REGIONALI

Alcune Regioni hanno integrato con prori soldi gli stanziamenti dello Stato. La Regione Lazio ad esempio a dicembre 2020 ha assegnato 15 milioni ai comuni laziali un terzo dei quali (5 milioni) sono andati al Comune di Roma.

CHI NE HA DIRITTO

Possono beneficiare dei buoni spesa famiglie con figli, coppie e single con priorità per chi non riceve altri sostegni pubblici (es. Reddito di cittadinanza, Naspi, cassa integrazione ecc.). Bisogna avere un Isee, il documento che certifica i redditi familiari, molto basso, in genere (le regole sono diverse da Comune a Comune) inferiore agli 8.000 euro annui e naturalmente occorre risiedere nel Comune che eroga l'aiuto

QUANDO PARTONO 

Ciascun Comune elabora e rende noto il proprio bando di buoni spesa e molte amministrazioni hanno già pubblicato il bando buoni spesa 2021. Tra questi il Comune di Napoli (il bando è scaduto), il Comune di Bari (è scaduto il termine per fare domanda), il Comune di Milano, il Comune di Torino e il Comune di Venezia. E, ancora, i Comuni di Padova, Bologna, Bergamo, Ancona e Potenza, moltissimi nel Lazio (ecco a titolo esemplificativo quello del Comune di Civitavecchia http://www.comune.civitavecchia.rm.it/notizia/buoni-spesa-e-buoni-farmaci-dal-1-marzo-sara-possibile-inoltrare-la-richiesta/).

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IMPORTI DIFFERENZIATI FINO A 600 EURO

L’importo del buono acquisto ha mediamente un valore di 300 euro, tuttavia può variare da circa 100/200 euro fino a 500/600 euro. I bonus più elevati vengono generalmente assegnati ai nuclei familiari più numerosi. 

Il Comune di Milano, ad esempio, ha previsto un importo di 300 euro per le famiglie fino a 3 componenti e di 700 euro per quelle con più di 3 componenti, mentre i buoni spesa Comune di Venezia hanno un valore da 50 a 400 euro, che viene stabilito su valutazione dei Servizi Sociali. A Bologna sono previste sei fasce di reddito.
A Torino  i buoni sono erogati in base a tre fasce:
– fino a 120 euro per nuclei familiari composti da 1 o 2 persone;
– fino a 240 euro per nuclei familiari composti da 3 o 4 persone;
– fino a 360 euro per nuclei familiari composti da 5 o più persone.

COSA SI PUO’ COMPRARE E DOVE

I buoni spesa si possono utilizzare per acquistare generi alimentari o di prima necessità come i farmaci presso i negozi che aderiscono all’iniziativa. Ogni Comune pubblica l’elenco dei negozi in cui è possibile fare spesa sul proprio sito web.

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PER AVERLI MEGLIO FARSI AIUTARE DA UN CAF

Tutti i Comuni italiani pubblicano sul proprio sito web le informazioni su come vengono erogati buoni spesa e a chi sono destinati. Le persone che vogliono richiedere i buoni spesa devono necessariamente fare 3 passaggi:

1) cercare il sito internet del proprio comune e individuare la pagina dedicata ai buoni spesa;
2) verificare se sono in linea con i  requisiti previsti;
3) procedere all’invio della domanda secondo le modalità indicate.

Per evitare inutili perdite di tempo può essere una buona soluzione farsi aiutare da uno dei Caf (Centro di assistenza fiscale) vicini alla propria residenza.

I REQUISITI

Come detto ogni Comune ha le sue priorità. Generalmente il requisito di base è quello del reddito che - in base all'Isee - deve essere basso e qiuasi sempre non deve superare gli 8.000 euro annui.  Le condizioni principali valutate sono:

residenza;
nucleo familiare (numero persone, numero figli);
patrimonio (casa con mutuo, affitto, senza casa);
disponibilità di denaro sul conto corrente;
reddito dei componenti della famiglia;
situazione lavorativa;
Isee familiare;
altri aiuti pubblici percepiti.

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COME FARE DOMANDA

Ogni Comune prevede una procedura propria.

A titolo di esempio, per i buoni precedenti, i Comuni grandi hanno proceduto con due modalità. Alcuni hanno richiesto ai cittadini di compilare un modello di domanda, scaricabile dal proprio portale, e di farla pervenire al Comune via mail o in altro formato elettronico. Altri hanno richiesto la risposta on line ad alcune domande sul sito web del Comune. Numerosi Comuni hanno pubblicato sul proprio sito un bando, ossia un avviso pubblico con tutti i dettagli. Per i Comuni più piccoli è tutto più facile. Comunque è fondamentale per chi ha bisogno rivolgersi ai servizi sociali.

COME SAPERE SE LA DOMANDA E' STATA ACCETTATA

Generalmente ogni Comune pubblica una graduatoria sia nei propri uffici che sul proprio sito internet..

COME VENGONO CONSEGNATI

Dovendo evitare assembramenti generalmente i Buoni vengono consegnati a domicilio. Alcune amministrazioni hanno coinvolto associazioni di volontari.

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I SUPERMERCATI CHE LI ACCETTANO

I buoni spesa possono essere utilizzati presso i punti vendita e supermercati presenti nell’elenco pubblicato sul sito istituzionale di ogni Comune. Si tratta degli esercizi commerciali che hanno deciso di aderire a questa iniziativa di solidarietà. Tra i supermercati che accettano i buoni spesa ci sono, generalmente, Conad, Coop, Carrefour, Esselunga, Eurospin, Simply. 

I CONTROLLI

I buoni spesa vengono erogati sulla base di una autodichiarazione. Comuni e Guardia di Finanza effettuano i controlli.

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Venerdì 5 Marzo 2021, 17:36
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