Arriva il Bpt anticrisi, ma è rebus sul rendimento e sullo sconto fiscale

Arriva il Bpt anticrisi, ma è rebus sul rendimento e sullo sconto fiscale
di Umberto Mancini
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Venerdì 17 Aprile 2020, 11:01

Arriva, come anticipato dal nostro giornale, il Btp Italia anti crisi. Servirà al finanziamento dell’extra-deficit legato all’emergenza sanitaria e. ovviamente, anche per far fronte ad altre spese dello Stato. 

I TEMPI
Il Tesoro lo metterà in offerta fra il 18 e il 20 maggio con la consueta «coda» dedicata agli investitori  istituzionali. I tre giorni dedicati ai risparmiatori tradizionali saranno importanti per capire se l’appeal dei titoli che, ovviamente, il Tesoro non ha ancora reso noto, avrà colto nel segno. Al momento infatti rendimento e livello di tassazione, sempre che il Btp non sia esentato, non sono stati comunicati. Di certo l’operazione, ha come obiettivo fare il tutto esaurito, mettendo fieno in cascina delle casse statali.

Tesoro, torna il BTP Italia per finanziare le spese per l'emergenza sanitaria

LA MODALITÀ
Del resto l’annuncio è arrivato dal ministero dell’Economia con un largo anticipo rispetto all’emissione. Anticipo che ha, secondo i tecnici, una doppia spiegazione. La prima è logistica ed è tutta  legata al calendario dei collocamenti dei titoli di Stato. Il 23 aprile scade infatti uno dei Btp Italia più grandi della storia, quello che nel 2014 ha raccolto 20,6 miliardi (il 49% dal mercato retail) e ancora oggi, dopo le tre operazioni di riacquisto attuate fra 2018 e 2019, ne conta ancora 15 investiti. Bisognava quindi fare in fretta. Perchè la prossima settimana si libera dai portafogli dei risparmiatori una grossa dote di liquidità. Risorse che il Tesoro punta a tornare a coinvolgere per non trovarsi scoperto.

Ma c’è anche una seconda ragione. Prima del 18 maggio, salvo sorprese, sarà in Gazzetta Ufficiale il prossimo decreto anticrisi in costruzione. E al Tesoro i tecnici stanno lavorando ventre a terra a una serie di ipotesi per aumentare l’appeal anche fiscale dell’investimento in titoli di Stato. Passa da qui infatti una delle vie per costruire quel ritorno in massa delle famiglie nel mondo dei Btp pensato a Via XX Settembre come uno degli argini contro i rischi di un mercato del debito in tensione sui titoli italiani. E per coinvolgere i risparmiatori, sopratutto i piccoli, serve un incentivo fiscale forte, che spiazzi la concorrenza e i dubbi.

Il precedente più immediato è quello dei Pir, detassati in base a una serie di parametri aggiornati da ultimo con il decreto fiscale collegato alla manovra 2020. Nel caso dei Btp la strada di una neutralizzazione fiscale completa è però complicata da percorrere, sia per la compatibilità con le regole Ue sia per l’esigenza di non creare distorsioni con i titoli “ordinari”. In campo quindi, anche se le carte sono tutte coperte, potrebbe però entrare qualche bonus ad hoc, qualche sconto fiscale. Quale? Per esempio, ragionano al Tesoro, prevedendo una detrazione di una quota delle somme investite dalle persone fisiche.
Il fisco, come evidente, non è comunque l’unica leva a disposizione del ministero dell’Economia per tornare ad avvicinare i piccoli investitori ai Buoni del Tesoro. Il Btp Italia ne conosce di classiche, dall’indicizzazione (oggi in scarso interesse con un’inflazione piatta) alla cedola fino al «premio fedeltà» per chi tiene il titolo in portafoglio fino alla data di scadenza. Il resto dipenderà dal rendimento.
E poi, terzo dato, bisognerà considerare la durata. Dovrebbe essere fra quattro e otto anni come scritto nelle Linee guida di dicembre dal Mef, ma tutto ciò sarà comunicato alla vigilia dell’emissione. Di certo il Tesoro dovrà fornire ai Btp-people un prodotto appetibile, sicuro e conveniente. In attesa che i corona bond mettano al tappeto lo spread.

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