Brexit, per Junker "nessun margine per nuovi negoziati". L'Europa si prepara a un piano B

Martedì 11 Dicembre 2018
(Teleborsa) - "Non c'è margine di manovra per nuovo negoziato". È stato diretto e tranchant il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker che, nel corso della Plenaria del Parlamento Ue sul prossimo Consiglio europeo, sul tema Brexit non ha lasciato spazio ad ulteriori aperture.

In attesa dell'incontro con il primo ministro britannico Theresa May, stasera alle 19.15, Juncker ha affermato chiaramente che "l'accordo raggiunto è il migliore e l'unico possibile". "Sono sorpreso perché ci eravamo messi d'accordo con il governo britannico e a quanto pare ci sono problemi quando ci si avvicina alla meta", ha aggiunto il presidente della Commissione Ue, affermando che la Brexit sarà "un ospite a sorpresa al Consiglio europeo".

Se l'accordo sul recesso della Gran Bretagna non verrà riaperto, per Juncker, rimane "il grande problema del backstop sull'Irlanda". Così come è stata immaginata, la rete di protezione che, una volta formalizzata la separazione del Regno Unito dal resto della Ue, assicurerà un confine non rigido tra l'Irlanda del Nord e la Repubblica d'Irlanda, manterrebbe, di fatto, il Nord del Paese all'interno del mercato comune europeo. "Abbiamo tutto in nostro potere per non usarlo ma averlo a disposizione è necessario. L'Irlanda non sarà mai lasciata sola", ha aggiunto Juncker.

Sulla stessa linea per quanto riguarda un'eventuale riapertura del negoziato sulla la Brexit anche il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani. "Bene ricevere Theresa May ma non possiamo cambiare una posizione che ormai è stata assunta" ha affermato Tajani sottolineando che "l'unità delle istituzioni Ue e dei 27 stati membri è importante per tutti noi".

Intanto, dopo il rinvio del voto alla Camera dei Comuni che non aveva i numeri per essere approvato, la premier May ha iniziato il giro delle capitali europee per incontrare i leader Ue in cerca di consenso sul suo piano per la Brexit. Un tour che dopo gli incontri all'Aia con il primo ministro olandese Mark Rutte e a Berlino con la cancelliera Angela Merkel, in serata la porterà dritta a Bruxelles dove, oltre a Juncker, incontrerà il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk.

Il clima, non proprio favorevole per la leader dei Tory, non lascia margini neanche sulla questione backstop. "Quando si esce dal club si perdono i vantaggi ed è ciò di cui si rendono conto oggi i nostri colleghi britannici. Il nostro messaggio è questo: è un rischio lasciare l'Ue, meglio riformarla che lasciarla o distruggerla" ha affermato il capogruppo del Ppe Manfred Weber sottolineando di non essere disposto ad accettare i "giochini" della Gran Bretagna per una riapertura dell'accordo e un'eventuale eliminazione del backstop che "è lì per evitare una frontiera fisica". Schierato con gli irlandesi contro una rinegoziazione del backstop anche il leader dei liberali Guy Verhofstadt, coordinatore del gruppo di coordinamento della Brexit del Pe, che ha definito l'ipotesi "fuori discussione".

GLI STATI EUROPEI SI PREPARANO ALL'IPOTESI DI UNA BREXIT SENZA ACCORDO. "A poco più di tre mesi dalla Brexit, c'è l'esigenza che l'uscita del Regno Unito dalla Ue avvenga in maniera ordinata, per offrire chiarezza e certezza a molti cittadini e imprese italiane coinvolte" ha affermato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in Aula alla Camera nelle comunicazioni prima del Consiglio europeo. E in attesa dei prossimi sviluppi Conte ha detto che è tempo di prepararsi anche "allo scenario per noi poco auspicabile di recesso senza accordo".

Un'ipotesi su cui stanno lavorando anche Francia e Irlanda. "Siamo molto preoccupati del rinvio del voto sull'accordo di ritiro e dobbiamo prepararci per un no-deal" ha affermato il ministro francese per gli Affari europei, Nathalie Loiseau aggiungendo che il Parlamento francese ha autorizzato il governo a adottare per decreto una serie di misure per lo scenario di un mancato accordo.

E sullo stesso scenario, come annunciato dal vice capo del governo e ministro degli Esteri, Simon Coveney, sta lavorando anche l'Irlanda con il reclutamento di 1.000 tra doganieri e ispettori sanitari, incaricati di lavorare nei porti e negli aeroporti. Un piano B portato avanti parallelamente a quello principale a cui l'Irlanda si sta preparando in modo attivo anche sei, per Coveney, si tratta di "un'ipotesi improbabile".

Questioni che saranno approfondite domani, a Roma, durante l'audizione informale dell'Ambasciatore d'Irlanda in Italia, Colm O' Floinn, svolta dalle Commissioni riunite Affari esteri e Politiche dell'Unione europea nell'ambito dell'esame della Risoluzione del Parlamento europeo sul quadro delle future relazioni tra l'Unione europea e il Regno Unito.


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