Bonus terme, domande dall'8 novembre: come "prenotare" lo sconto da 200 euro senza Isee

Bonus terme, domande dall'8 novembre, come "prenotare" lo sconto da 200 euro senza Isee
di R.Ec.
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Lunedì 4 Ottobre 2021, 17:07

Finalmente c'è una data, anche se il meccanismo di prenotazione è ancora in fase di definizione. Il prossimo 8 novembre i cittadini potranno fare domanda per il bonus terme, uno sconto del 100% sul prezzo d'acquisto dei servizi termali, fino a un massimo di 200 euro, senza limiti di Isee. Dalle ore 12 di giovedì 28 ottobre, infatti, sarà operativa la piattaforma Invitalia che consentirà la registrazione degli stabilimenti termali che aderiranno al contributo. Stando alle informazioni attuali, cittadini, quindi, dovrebbero poter prenotare il servizio termale direttamente presso gli istituti accreditati, il cui elenco, prima dell'8 novembre, verrà pubblicato e aggiornato sull'apposita pagina del Ministero dello sviluppo economico e sulla sezione dedicata del sito Invitalia. 

Attenzione, però: le risorse in campo sono ad esaurimento (al momento sono previsti 53 milioni di euro) e quindi le domande che si possono accogliere saranno circa 250mila. Questo significa che i voucher potrebbero esaurirsi in breve tempo e ovviamente chi arriva prima avrà sicuramente diritto allo sconto, mentre chi ritarda potrebbe rimanere fuori, almeno in un primo momento. Vediamo nel dettaglio come funzionerà lo sconto.

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Bonus terme: chi può ottenerlo e per quali servizi

Il contributo consiste in uno sconto del 100% sul prezzo d'acquisto dei servizi termali, fino a un massimo di 200 euro. Il bonus si rivolge a tutti i cittadini con più di 18 anni e residenti in Italia, senza limiti di Isee e senza paletti legati al nucleo familiare. La procedura di ottenimento sarà gestita da Invitalia e varrà solo per servizi termali presso gli enti accreditati. In ogni caso Federterme fornisce e fornirà supporto informativo agli utenti sul suo sito, dove ha già previsto un form ad hoc. Iscrivendosi, inserendo i propri dati, si può ricevere subito e gratuitamente, via mail o sms, tutte le ultime informazioni per rimanere aggiornati.

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I centri termali non devono essere a carico del servizio sanitario nazionale o altri enti pubblici e non devono usufruire di ulteriori benefici già riconosciuti all’utente. Sarà possibile cumulare al bonus le detrazioni fiscali riconosciute sui costi non coperti.

I servizi termali coperti saranno sia i trattamenti come le cure di tipo sanitario (ad esempio attraverso idropinoterapia, irrigazioni, inalazioni, insufflazioni e politzer crenoterapico solfureo), con o senza prescrizione del medico, sia le prestazioni di wellness e beauty, quindi di benessere.

Come fare domanda

A ogni richiedente sarà attribuito un unico buono, non cedibile a terzi. Chi è interessato ad ottenere il bonus, a quando Il Messaggero apprende da fonti di Federteme e del Ministero dello sviluppo economico, dovrà prenotare direttamente presso l’ente termale accreditato. Il titolare dello stabilimento si collegherà alla piattaforma di Invitalia, accedendo tramite Spid, verificando che il bonus non sia già stato richiesto dal cliente e che sia ancora disponibile. Quindi, se è tutto ok, la struttura applicherà lo sconto e rilascierà un documento di avvenuta prenotazione, che servirà anche per conteggiare le domande che hanno ottenuto il via libera.

Dopo la prenotazione ci saranno 60 giorni di tempo per usufruire del servizio, altrimenti l’agevolazione decade. L’ente termale dovrà accedere al portale di Invitalia, selezionare la prenotazione e inserire la data di avvio dei servizi. Non oltre 45 giorni dopo, previa emissione di fattura, sarà possibile richiedere il rimborso del buono già fruito dall'utente.

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Per farlo si dovrà allegare il documento di spesa, con il codice univoco della prenotazione, e le dichiarazioni sul rispetto della privacy. Invitalia avrà quindi 30 giorni per erogare il rimborso, inviato direttamente sul conto corrente dell'ente termale, fornito in fase di accreditamento. In caso di controlli i tempi potrebbero essere più lunghi.

Per cosa non vale

Il bonus non costituisce reddito imponibile del cittadino che ne beneficia e non può essere calcolato nel valore dell’indicatore della situazione economica equivalente, l'Isee. Il contributo, infine, non può essere utilizzato per i servizi di ristorazione e ospitalità.

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