Bonus 3000 euro, ecco a chi va fringe benefit: Statali per ora alla finestra

L'erogazione ai dipendenti spetterà alle singole aziende. Più vincoli nella Pa

Bonus 3000 euro, ecco a chi va fringe benefit: Statali per ora alla finestra
di Luca Cifoni
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Domenica 13 Novembre 2022, 07:01 - Ultimo aggiornamento: 13:15

 A chi arriverà la tredicesima sotto forma di erogazione aziendale per le bollette? La scelta del governo, alzare da 600 a 3.000 euro la soglia entro la quale restano detassate le somme che vanno al dipendente, apre la strada a interventi anche significativi dei datori di lavoro. Che però devono essere concretizzati rapidamente, visto che al momento la norma vale solo da qui a fine anno: quindi proprio nella stagione delle tredicesime.

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LA DISPONIBILITÀ

Naturalmente tutto dipende dalla effettiva disponibilità delle imprese a impegnarsi direttamente per alleviare la situazione dei propri dipendenti. Imprese che a loro volta - e in particolare in alcuni settori - sono a loro volta in difficoltà. Con tutta probabilità non saranno della partita i circa 3 milioni di dipendenti delle amministrazioni statali e locali. Nel pubblico infatti il ricorso a forme di welfare aziendale - erogazioni del datore di lavoro che hanno il vantaggio di evitare il prelievo fiscale - è sulla carta possibile ed anzi è stato recentemente potenziato almeno in via teorica, grazie a nuove norme; ma di fatto è tuttora molto limitato, sia per la diversa organizzazione di questa fora di lavoro sia e soprattutto per il fatto che dovrebbe comunque essere il bilancio pubblico a farsi carico delle relative somme, salvo la disponibilità comunque limitata di alcuni fondi residuali. Al momento non sono previsti stanziamenti specifici, il cui utilizzo dovrebbe comunque poi passare per accordi con i sindacati. Nel pubblico impiego è in corso il rinnovo dei contratti relativo al triennio 2019-2021, che in realtà sono già scaduti; quando sarà esaurita questa fase il governo dovrà iniziare a finanziare la successiva tornata (2022-2024): sul punto è arrivata la disponibilità del ministro dell'Economia Giorgetti.


LO STRUMENTO
Insomma è prevedibile che il beneficio si concentri in larghissima parte nel mondo del lavoro privato, come del resto già era atteso a seguito della mossa del precedente governo, che aveva iniziato a puntare su questo strumento pur prevedendo una soglia di esenzione più bassa (600 euro sia per quest'anno che per il successivo). Il decreto Aiuti bis, approvato la scorsa estate, aveva modificato l'articolo 51 del Testo unico delle imposte sui redditi, aggiungendo una voce a quelle per cui era già prevista la detassazione, per importi più bassi. In precedenza i datori di lavoro avevano la possibilità di migliorare la retribuzione dei propri lavoratori, oltre che con i buoni pasto e con forme di trasporto collettivo, soprattutto intervenendo su voci come le spese per gli asili nido o per le attività scolastiche o ricreative dei figli (comprese mense e asili nido) o anche per l'assistenza agli anziani. Insomma prestazioni attinenti al concetto di welfare in senso classico. I contributi per le bollette rappresentano un'estensione di questo schema legato all'emergenza degli ultimi mesi. La platea potenziale, secondo gli stessi documenti ufficiali relativi al decreto Aiuti bus, potrebbe arrivare a circa 3 milioni di lavoratori: dunque meno di un quinto del totale dei lavoratori dipendenti in attività nel nostro Paese.
 

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