Caro bollette, l'energia la paga il cliente del ristorante a Civitanova: «Due euro a testa, l'ho fatto per trasparenza»

Una scelta diversa da altri ristoranti che invece hanno ritoccato di qualche euro i prezzi dei menù

Caro bollette, l'energia la paga il cliente del ristorante a Civitanova: «Due euro a testa, l'ho fatto per trasparenza»
di Giulia Sancricca
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Giovedì 6 Ottobre 2022, 12:10 - Ultimo aggiornamento: 20:41

CIVITANOVA - C’è chi prova a rientrare nelle spese aumentando di qualche euro i piatti del menù. E chi invece ha deciso di rendere il cliente consapevole di quello che sta pagando: l’energia elettrica. È l’idea di Simone Sgariglia, titolare del ristorante Hops! sul lungomare di Civitanova. Da qualche giorno infatti, nel menù del locale, vicino alla quota del coperto, compare un’altra sigla: +2 euro per l’energia. Una scelta che in alcuni casi non ha poi stupito più di tanto i clienti, ben consci delle difficoltà che le attività commerciali, al pari delle famiglie, stanno affrontando. Ma c’è anche - come sempre - l’altro lato della medaglia, cioè chi critica l’iniziativa ritenendola di cattivo gusto.

La trasparenza

«L’ho fatto per trasparenza - dice invece il titolare -. Sono rimasto male nel leggere qualche commento poco carino dei commensali. Perché per quanto riguarda la mia attività, io ho sempre lavorato onestamente: faccio il 100 per cento degli scontrini e investo continuamente nel mio locale. I due euro che ho inserito nel menù servono a tentare di rientrare nei costi dell’energia. Se avessi dovuto davvero rispettare il rapporto tra clienti che entrano e bollette avrei dovuto chiedere 5 euro a cliente. Quando il costo dell’energia calerà, deciderò certamente di abbassare quella quota a un euro o toglierla definitivamente».

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La scelta

Una scelta diversa da altri ristoranti che invece hanno ritoccato di qualche euro i prezzi dei piatti o quello del coperto. Sgariglia precisa invece di non aver fatto volutamente gli aumenti: «Non avrebbe senso. Non devo guadagnare sull’energia, ma semplicemente coprire le spese. Noi non giochiamo in borsa e non possiamo oscillare i prezzi senza pensare alle conseguenze: lavoriamo con la gente e dobbiamo gestire l’attività in maniera diversa. Per quanto ci riguarda non abbiamo risentito in maniera considerevole dell’aumento delle materie prime, quindi non avrebbe senso aumentare il prezzo dei piatti». Per quanto riguarda il caro bollette, invece, Sgariglia si trova a dover pagare una bolletta della luce che solo per il mese di luglio era di 8mila euro nel 2021 e per quest’anno è salita a 24mila euro. «Le utenze sono aumentate da gennaio in poi, ma la spesa maggiore l’abbiamo registrata tra luglio e settembre». Aumenti arrivati in un settore che, in alcuni casi, ha visto già una forte diminuzione della clientela che, costretta a far fronte ai rincari, ha rinunciato agli sfizi e a qualche cena fuori.

 

«Noi non siamo ancora arrivati a perdere le presenze, ma è chiaro che se la situazione non dovesse migliorare, la gente dovrà iniziare a rinunciare a molte cose. Non solo al ristorante. Con le bollette così alte le famiglie saranno costrette a spegnere i riscaldamenti per necessità e non perché viene richiesto dal governo. Siamo pronti ad un inverno più difficile del solito, dove la clientela è destinata a scendere». Sgariglia sostiene che la soluzione debba venire dal governo centrale. «Non posso essere io a proporla: sono convinto che la politica ci debba mettere mano per forza».

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