Bollette, Nomisma prevede maxi stangata. Fondi in manovra non bastano

Bollette, Nomisma prevede maxi stangata. Fondi in manovra non bastano
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Mercoledì 1 Dicembre 2021, 18:15

(Teleborsa) - Al 1° gennaio 2022 le bollette del gas aumenteranno del 50%, mentre quelle dell'elettricità saliranno di almeno del 17%, a meno di interventi del governo. È la previsione di Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia. "Le tariffe del gas sono decise ogni trimestre dall'ARERA, sulla base dei prezzi internazionali - ha detto Tabarelli all'ANSA - Ma questi, dopo essere rimasti tranquilli per dieci anni, alla metà del 2021 sono impazziti, e oramai sono fuori controllo. Nel trimestre ottobre-dicembre 21, la tariffa ARERA è 0,95 euro al metro cubo. Ma dato l'andamento dei mercati internazionali, senza un intervento dello stato per calmierare, nel trimestre gennaio-marzo 22 si arriverà a 1,40 euro".

Discorso analogo per la bolletta elettrica. "A fissare la tariffa è il GME, gestore dei mercati energetici, sulla base dei prezzi internazionali - spiega Tabarelli - Al primo ottobre abbiamo avuto un aumento incredibile, del 30%, quando di solito gli aumenti erano sull'1%. Oggi sui mercati spot l'elettricità si paga da 250 euro al megawattora a quasi 300 (in passato ci sembrava tanto quando costava 40-50 euro). Senza un intervento dello stato, al primo gennaio l'aumento della bolletta elettrica sarebbe dal 17 al 25%". In questa situazione, secondo il presidente di Nomisma Energia "i due o tre miliardi che saranno stanziati in manovra per calmierare le bollette sono poca cosa".

Le cause dell'aumento dei prezzi del gas sono diverse: "La prima è che gli stoccaggi sono bassi, perché la Russia consegna meno gas all'Europa. Un po' perché vuole spingere sul gasdotto North Stream (che aprirà a marzo), un po' perché ha problemi di trasporto, dato che la sua rete è molto vecchia. Poi c'è stata la ripresa produttiva dopo la pandemia; la Cina ha aumentato la domanda di gas per uscire dal carbone; le compagnie energetiche investono di più sulle rinnovabili e meno sulle fossili, ma la domanda di gas non cala; l'eolico e l'idroelettrico in alcuni paesi hanno ridotto la produzione per motivi di meteo".

Infine, secondo l'esperto "i mercati sono in mano alla speculazione, e i politici non sanno che pesci pigliare". Tabarelli ricorda che "chi ha fatto contratti di acquisto a lungo termine, oggi paga il gas 35 centesimi a metro cubo".

(Foto: © Richard Villalon | 123RF)

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