Bollette, Arera: prorogare il mercato tutelato, è più conveniente dei contratti liberi

Confcommercio: incrementi ormai fuori controllo, per le imprese meglio le tariffe amministrate

Bollette, Arera: prorogare il mercato tutelato, è più conveniente dei contratti liberi
di Jacopo Orsini
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Martedì 4 Ottobre 2022, 06:19 - Ultimo aggiornamento: 11:29

Rinviare la fine del mercato tutelato dell'energia. Con i prezzi delle bollette alle stelle, l'Arera, l'Autorità di regolazidel settore, ha scritto a governo e Parlamento per chiedere una nuova proroga. I cosiddetti servizi di tutela sono le forniture di elettricità e gas con prezzi definiti dall'Authority di controllo e rivolti ai clienti di piccole dimensioni come famiglie e microimprese che non abbiano ancora scelto un venditore nel mercato libero. Attualmente, dopo diversi rinvii, il sistema è previsto che resti in vigore fino a gennaio 2023 per il metano e fino al 2024 per la luce. L'Arera nei giorni scorsi ha ribadito «la richiesta che la scadenza venga posticipata» viste le «criticità del momento».

Il mercato tutelato garantisce infatti di più gli utenti dalle pesanti oscillazioni dei prezzi. Anche se ovviamente non ha impedito l'impennata del costo delle bollette. La luce, in base all'ultimo aggiornamento trimestrale dell'Autorità entrato in vigore il 1° ottobre, costa il doppio rispetto a un anno fa e più del triplo se confrontata con l'autunno 2020. Attualmente il 60% circa delle famiglie italiane (più o meno 18 milioni di clienti su quasi 30 totali) è fuori dalla tutela sia per l'elettricità che per il gas. L'Arera, nella sua ultima rilevazione, afferma che sul mercato libero rimane «una quota rilevante di offerte disponibili che risulta non conveniente, con un livello di spesa annua media prevista costantemente superiore alla spesa dei servizi di tutela». In particolare, per le famiglie le offerte con prezzi più bassi del mercato protetto erano meno della metà (49%) di quelle a disposizione per la luce e solo il 13% di quelle del gas.

Il regime

«Gli incrementi ormai fuori controllo dei valori delle materie prime energetiche, giunti a livelli abnormi negli ultimi mesi a causa del perdurare della guerra in Ucraina, rendono necessaria una proroga del termine per il superamento del regime di tutela di prezzo per le microimprese», afferma Confcommercio riferendosi alla scadenza del 31 dicembre di quest'anno per le piccole aziende (circa 1,7 milioni). «Ad oggi - prosegue l'associazione dei commercianti - molte imprese continuano a preferire il mercato tutelato perché fornisce maggiori garanzie in relazione al prezzo della fornitura di fronte al forte rialzo delle quotazioni all'ingrosso dell'energia elettrica. Proprio in questo particolare momento di incertezza e di estrema volatilità, non è opportuno rimuovere il servizio regolato di vendita dell'energia elettrica per una platea così ampia di imprese».

Secondo le rilevazioni di Confcommercio, il prezzo medio delle offerte nel libero mercato è cresciuto del +78% rispetto a un anno fa, «risultando sempre più oneroso rispetto alle tariffe dell'elettricità nel tutelato».
A chiedere un rinvio della scadenza sono anche le associazioni dei consumatori: per le famiglie il confronto fra i due mercati è ancora peggiore e «sarebbe un suicidio eliminare il tutelato in questo momento di prezzi folli».
 

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