Bollette, c'è il bonus salva-famiglie: decreto da 3,5 miliardi per frenare i rincari

Bollette, c'è il bonus salva-famiglie: decreto da 3,5 miliardi per frenare i rincari
di Andrea Bassi
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Mercoledì 22 Settembre 2021, 19:07 - Ultimo aggiornamento: 23 Settembre, 14:08

Il taglio degli aumenti delle bollette elettriche arriverà oggi in consiglio dei ministri. Fino a ieri sera Palazzo Chigi e Tesoro, con il supporto tecnico dell’Authority dell’energia, hanno continuato a fare i conti. Il governo prepara un intervento da 3-3,5 miliardi di euro. I conti esatti dello stanziamento, probabilmente, continueranno ad essere fatti fino a questa sera per provare ad alzare l’asticella il più possibile. Anche perché, nonostante lo sforzo, è altamente probabile che un aumento del costo della luce, e anche di un certo rilievo, resterà. La speculazione sul gas non è arretrata come sperava il governo. Anzi, i prezzi continuano a salire. Al momento, con il livello toccato dal gas, i rincari per le bollette sarebbero superiori al 50 per cento e attorno al 40 per cento per l’elettricità. Con i 3-3,5 miliardi di stanziamento si dovrebbe riuscire a ridurre l’incremento poco sotto al 30 per cento. L’intenzione del governo sarebbe quella di un intervento “strutturale”. In pratica verrebbero fiscalizzati una parte degli oneri di sistema, gli incentivi alle fonti rinnovabili che vengono pagati in bolletta dagli utenti elettrici e che oggi valgono circa 14 miliardi. 

Non sarà l’unico intervento. Sarà anche potenziato il bonus per i consumatori “fragili”. Oggi i nuclei con un Isee inferiore a 8.265 euro, le famiglie numerose con più di 3 figli a carico, e quelle che percepiscono il reddito di cittadinanza, ottengono in automatico uno sconto del 25 per cento sulla bolletta. A ricevere il bonus sono 2 primo gennaio di quest’anno l’Autorità ha reso automatico l’aiuto (prima era su richiesta). L’intenzione sarebbe quella di aumentare la soglia di Isee che dà diritto allo sconto e lo sconto stesso. Fino a che punto? Anche qui una decisione finale fino a ieri sera non era ancora maturata. Anche perché si tratta di una misura che ha almeno una controindicazione. Più sale l’Isee più si allarga il numero di famiglie che ottengono la bolletta “scontata”. Il punto è che questa riduzione di prezzo, almeno in parte, pesa sugli altri consumatori perché è una delle voci degli oneri di sistema che il governo intende tagliare per ridurre l’aumento delle bollette. Un rebus insomma. Il decreto si limiterà a intervenire sulle bollette. Ma il governo è anche pronto a stanziare 900 milioni di euro per rifinanziare il fondo Inps per i lavoratori in quarantena. La norma, tuttavia, non ha trovato spazio in questo provvedimento. Se ne riparlerà nel prossimo decreto, quello sulle cartelle.

Ad agosto l’Istituto di previdenza aveva comunicato che il plafond di 643 milioni di euro era esaurito e che, dunque, non avrebbe potuto più pagare la malattia ai lavoratori del settore privato messi in quarantena per aver avuto contatti stretti con persone risultate positive al Covid. L’equiparazione della quarantena alla malattia comporta infatti che, ai lavoratori del settore privato che hanno diritto alla tutela previdenziale a carico dell’Inps, sia riconosciuta l’indennità previdenziale con relativa contribuzione figurativa oltre all’eventuale integrazione della retribuzione a carico del datore di lavoro. Introdotta dal decreto legge del 17 marzo 2020 n. 18, l’indennità prevede l’equiparazione alla malattia dell’assenza dovuta a quarantena per contatto con positivo al Covid. Ne hanno diritto tutti i lavoratori del settore privato; non è prevista però per quelli iscritti alla Gestione Separata dell’Inps. Il lavoro sulla norma sarebbe ancora in corso tra ministeri e Inps, con l’obiettivo di sostenere, come anticipato dal ministro del lavoro Andrea Orlando, i lavoratori costretti a casa in quarantena e che in questo momento sono senza stipendio. La misura, spiegano diverse fonti, è sul tavolo, ma la norma tecnicamente non è ancora chiusa.

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Le coperture

Se alla fine lo stanziamento per le bollette sarà di 3,5 miliardi e quello per la quarantena di quasi un miliardo. Per il provvedimento di oggi una parte dei fondi saranno presi dalle aste per la Co2, l’acquisto cioè, dei cosiddetti “diritti a inquinare” il cui valore è notevolmente cresciuto negli ultimi mesi e i cui proventi arrivano direttamente nelle casse dello Stato. Un’altra parte dei fondi dovrebbe arrivare dai risparmi di spesa ottenuti sui vari aiuti Covid alle imprese. 

 

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