Bce, falchi all'attacco di Draghi. Weidman: superati i limiti. Per la Bild è come Dracula

Venerdì 13 Settembre 2019
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Mario Draghi
Il pacchetto di misure adottato da Mario Draghi non è piaciuto a tutti. E cominciano ad arrivare le critiche. Uno dei primi ad aver espresso un parere negativo è stato il governatore della banca centrale austriaca e membro del consiglio direttivo della Bce Robert Holzmann. Ritiene, inoltre, che la politica monetaria possa essere modificata dalla nuova presidente della Bce Christine Lagarde «Poiché le cose cambiano, anche questa forward guidance e la policy può cambiare. Non domani, non dopodomani ma non penso che resterà per il prossimo decennio. Lagarde non è una persona debole che dirà di sentirsi imbrigliata in un modo o nell'altro. Spero che ci sia spazio per discuterne in futuro», ha dichiarato nel corso di un'intervista rilasciata a Bloomberg. Alla domanda se la spinta monetaria sia stata un errore Holzmann ha detto che «questa idea ha attraversato la mia mente e quella di alcune persone». 

A seguire sono arrivati i commenti di Klass Knot governatore della Banca centrale Olandese e anche lui membro del consiglio direttivo della Bce, che ha definito le misure adottate da Draghi come «sproporzionate». In un comunicato pubblicato sul sito della banca centrale olandese, Knot scrive che «questo ampio pacchetto di misure, in particolare il riavvio del Qe, è sproporzionato rispetto alle attuali condizioni economiche e vi sono solide ragioni per dubitare della sua efficacia. L'economia dell'eurozona sta andando a piena capacità e i salari sono in crescita. Le condizioni di finanziamento per i consumatori, le aziende e i governi sono altamente accomodanti e non oppongono alcun impedimento alla fornitura di credito, ai consumi o agli investimenti». Si legge ancora nella nota: «Al tempo stesso ci sono segnali crescenti di scarsità di asset a basso rischio, di distorsione dei prezzi nei mercati finanziari e di una tendenza ad assumere rischi eccessivi nel mercato immobiliare. ll rallentamento economico significa che inevitabilmente ci vorrà più tempo per raggiungere l'obiettivo di un'inflazione vicina ma sotto il 2%. E non vi è nemmeno un rischio di deflazione o segnali di una recessione dell'intera area euro. L'unica osservazione è che al momento l'outlook di inflazione è largamente al di sotto dell'obiettivo Bce. Questo è preoccupante,  ma non implica il fatto che rimettere in campo una misura dalle ampie conseguenze come il Qe sia lo strumento appropriato».

Infine arrivano anche le osservazioni del numero uno della Bundesbank Jens Weidmann, che ritiene il pacchetto di misure annunciato da Draghi, incluso il Qe, «eccessivamente ampio». Nel corso di un'intervista rilasciata alla Bild ha affermato che «Draghi ha superato i limiti in ragione del fatto che la situazione economica non è così grave». Con il nuovo round di acquisti di asset, ha aggiunto Weidmann, si rischia nuovamente di «mettere in discussione» i confini tra politica monetaria e fiscale. «La decisione di acquistare altri titoli di stato- ha aggiunto- rende sempre più difficile per la Bce uscire da questa politica e quanto più questa dura, tanto maggiori rischiano di essere gli effetti collaterali e i rischi per la stabilità finanziaria». 

Presentando l'intervista il popolare tabloid tedesco parla di quella di ieri come «una giornata nera per l'economia», proponendo un fotomontaggio di Draghi rappresentato come un Dracula, che - è il senso implicito - succhia il sangue dell'economia tedesca.

  Ultimo aggiornamento: 22:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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