Bce: crescita Eurozona perde slancio. Rischi dall'Italia

Giovedì 25 Aprile 2019
Mario Draghi
Resta cosparso di nubi grigie il cielo dell'economia europea, le cui «prospettive di crescita» sono minate da rischi al ribasso a causa delle «perduranti incertezze legate a fattori geopolitici, alla minaccia del protezionismo e a vulnerabilità nei mercati emergenti». La Bce, nel bollettino economico di aprile, rileva come gli ultimi dati disponibili sullo stato di salute dell'Eurozona confermino la frenata del Vecchio Continente e lascino presagire che una prosecuzione «nell'anno in corso» della «perdita di slancio dell'espansione economica.

In questo contesto «un ampio grado di accomodamento monetario» - assicurato da tassi ai minimi almeno fino alla fine del 2019, da un nuovo round di finanziamenti agevolati alle banche e dal reinvestimento dei titoli del Qe venuti a scadenza - viene giudicato «necessario» allo scopo di «preservare condizioni di finanziamento favorevoli e sostenere l'espansione economica, assicurando quindi la prosecuzione di uno stabile percorso dell'inflazione verso il target del 2%».

La Bce riserva anche una bacchettata all'Italia, che al pari di Francia e Belgio, presenta un disavanzo strutturale di
bilancio «ancora lontano« dagli obiettivi del patto di stabilità con una diminuzione media, tra il 2011 e il 2018, «inferiore allo 0,5% del Pil». In tali Paesi mancano dunque »margini di bilancio« che consentano di «evitare un inasprimento delle politiche di bilancio nella prossima fase di rallentamento». Una situazione che, è il monito della Bce, »può avere conseguenze sulla capacità di tenuta dell'intera area dell'euro».

A minare la crescita Ue, per l'Eurotower, sono soprattutto le «circostanze sfavorevoli a livello mondiale« dove Brexit, guerra commerciale tra Cina e Usa e le debolezze delle economie emergenti, stanno frenando l'economia globale e »continuano a pesare sull'evoluzione dell'espansione economica dell'area dell'euro». Va un po' meglio sul fronte interno dove alcuni «fattori idiosincratici» stanno «mostrando segnali di affievolimento» e comunque «gli ulteriori incrementi dell'occupazione e l'aumento delle retribuzioni continuano a sostenere la capacità di tenuta dell'economia interna e il graduale intensificarsi di spinte inflazionistiche». Anche se su diversi fronti - dall'occupazione agli investimenti delle imprese alla spesa per consumi - si registrano segnali di rallentamento da monitorare con attenzione.




  Ultimo aggiornamento: 17:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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