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Spread, Nouy (Bce): incrociamo le dita per le banche italiane

Martedì 20 Novembre 2018
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«Finora non credo che lo spread abbia raggiunto un livello di seria preoccupazione per le banche, ma non sappiamo cosa porta il futuro», e «sarebbe molto triste» se le banche italiane, che «hanno fatto molti sforzi» per ripulire i bilanci, «fossero colpite dalle conseguenze del dibattito politico»: lo ha detto il capo della supervisione unica della Bce, Daniele Nouy.

«Apparentement ei mercati sono sensibili sull'Italia in relazione agli obiettivi di bilancio e ci sono state reazioni che si sono riflesse sui prezzi delle azioni in particolare sui titoli bancari: finora non c'è stata diffusione di questi effetti in altre giurisdizioni, non possiamo sapere che cosa avverrà in futuro, quanto dureranno le discussioni, con quale risultato, abbiamo già visto una volta che i problemi delle banche greche cominciarono con le discussioni politiche... teniamo le dita incrociate», ha proseguito Nouy sul caso italiano all'Europarlamento nel corso dell'audizione presso la commissione problemi economici e monetari.

«Non spetta a me intervenire sugli aspetti di bilancio, ma quello che posso dire è che l'aumento degli spread ha un impatto sul settore bancario non solo sul capitale ma anche sui costi di finanziamento», ha detto Andrea Enria, presidente Eba e destinato a diventare capo della vigilanza unica Bce, dopo l'uscita a fine mese della francese Nouy. Enria ha spiegato che «come autorità di vigilanza dovremo concentrarci sui piani di finanziamento delle banche per garantire che siano solidi anche in caso di scenari avversi a livello del debito sovrano».

  Ultimo aggiornamento: 18:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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