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Azerbaigian, completato l'interconnettore che trasporterà gas a Grecia e Bulgaria: la risposta dell'Europa a Putin

Un elemento cruciale nei piani dell'UE per rinunciare completamente alle forniture di gas russe entro il 2030

Azerbaigian, completato l'interconnettore che trasporterà gas a Grecia e Bulgaria: la risposta dell'Europa a Putin
3 Minuti di Lettura
Lunedì 11 Luglio 2022, 18:25 - Ultimo aggiornamento: 12 Luglio, 12:32

Emergenza gas in Europa. Dopo la chiusura dell'oleodotto Nord Stream 1, la Germania si prepara a razionare l'elettricità e a non usare l'auto, mentre in Italia il governo avverte che il prossimo autunno potrebbe essere «avverso» per milioni di famiglie. Ma i Paesi europei non restano fermi, e si preparano a fronteggiare la crisi energetica. L'8 luglio il primo ministro greco e bulgaro hanno inaugurato l'Interconnector Grecia-Bulgaria. Un gasdotto che si collega alla rete di trasporto del gas della Grecia e al Trans-Adriatico Pipeline (TAP), che trasporta gas dall'Azerbaigian. La struttura consentirà di portare energia ai Balcani occidentali, alla Moldavia, all'Ucraina. Ma anche all'Italia.

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Gasdotto Grecia-Bulgaria, come funziona

L'interconnettore di 182 chilometri Grecia-Bulgaria rimodellerà la mappa energetica europea. Il progetto è costato 220 milioni di euro e permetterà di avere quantità aggiuntive di gas dall'Azerbaigian, che arrivano nei porti greci, e fluiscono verso l'Italia e la più ampia regione dell'Europa sudorientale (SEE). Il gasdotto è visto come un elemento cruciale dei piani dell'Unione Europea di rinunciare completamente alle forniture di gas russe entro il 2030.

La diversificazione energetica

Il gasdotto, selezionato come Progetto di interesse comune (PCI) dell'Unione Europea, migliorerà significativamente l'integrazione dei mercati energetici nell'Europa sudorientale (tra cui Romania e Ungheria). Aiuterà inoltre a diversificare le forniture di gas lontano dalla Russia. Il progetto è stato sviluppato da ICGB, una società veicolo di proprietà della holding energetica statale bulgara BEH (50%) e IGI Poseidon, una joint venture al 50% di DEPA (Grecia) ed Edison (Italia).

 

Sofia tagliata fuori dalla Russia

«Questo gasdotto, insieme ad altre infrastrutture energetiche regionali, già in fase di progettazione avanzata, all'Interconnettore Grecia-Macedonia del Nord e a quello con l'Italia, formeranno una rete molto efficace e affidabile per il trasporto di gas naturale attraverso l'intero regione, prima nei Balcani e poi nella stessa Europa, contribuendo nel contempo a diversificare le rotte di approvvigionamento del gas», ha dichiarato il Primo Ministro della Bulgaria, Kiril Petkov.

Nonostante il gasdotto IGB abbia incontrato diversi ostacoli amministrativi durante la sua pianificazione e costruzione, è di grande importanza strategica per il funzionamento del mercato del gas nella regione e per la sicurezza energetica della Bulgaria. Soprattutto dopo che Sofia è stata tagliata fuori dal gas russo per aver rifiutato di accettare il pagamento di Gazprom in rubli dopo l'invasione dell'Ucraina da parte di Mosca.

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