Autostrade, Istituto Bruno Leoni: "Minaccia di Stato"

Martedì 29 Settembre 2020
(Teleborsa) - Nel giorno dei CdA di Atlantia ed Autostrade per la "risposta" al Governo sull'implementazione dell'accordo di metà luglio, che prevedeva l'uscita della holding da ASPI in cambio di un rinnovo della concessione, arriva un severo commento dall'Istituto Bruno Leoni, nato nel 2003 per promuovere le idee del libero mercato, sul comportamento tenuto dall'esecutivo in tutta questa vicenda.

Ricordando che "in queste ore, i legali della società stanno trattando coi rappresentanti del Governo" per trovare un accordo entro la scadenza del 30 settembre, l'Istituto ritiene che questo accordo "aprirà due fronti", da un lato "causerà un tracollo in borsa" della controllante Atlantia, dal'altro "porterà inevitabilmente a un lungo, complesso e potenzialmente costosissimo (per i contribuenti) contenzioso".

"L'anomalia di tutto questo - afferma IBL - sta nel doppio gioco dell'esecutivo: che negozia l'acquisto delle quote di ASPI da Atlantia e, contemporaneamente, lascia pendere la spada di Damocle della fine anticipata del rapporto concessorio".

"La revoca - spiega l'Istituto - presuppone che il Governo abbia elementi per contestare ad ASPI una condotta negligente nella gestione dell'infrastruttura", invece " il negoziato tra Cassa depositi e Atlantia muove dalla premessa che ASPI sia perfettamente in grado di svolgere il suo mestiere, ma che – per ragioni politiche – il Governo abbia maturato la convinzione che tale funzione debba essere svolta da un soggetto a guida pubblica".

"Palazzo Chigi sta giocando una partita spregiudicata", "due parti in commedia" o addirittura "un terzo ruolo", conclude l'Istituto Bruno Leoni, ipotizzando che la revoca "potrebbe rafforzare la posizione di Atlantia di fronte al giudice amministrativo a cui non potrà non fare ricorso". © RIPRODUZIONE RISERVATA