Autonomie, l'accordo tecnico c'è ma il M5S esprime perplessità

Venerdì 15 Febbraio 2019
(Teleborsa) - Dal punto di vista politico, nel Movimento Cinque Stelle c'è chi esprime perplessità sul rischio di creare "cittadini di serie A e di serie B" con l'avvio di questo processo nelle varie Regioni italiane, ma l'accordo tecnico sulle autonomie e, dunque, sull'impianto dei trasferimenti di risorse aggiuntive a Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna c'è.

È quanto è emerso, ieri, dalla riunione del Consiglio dei ministri in cui è stato esaminato il "nodo autonomie" in attesa del vertice politico della prossima settimana tra Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Giuseppe Conte in cui verrà trattata la questione.

Il percorso delle intese che dovrebbe portare ad attribuire a queste tre regioni una serie di competenze che vanno dalla scuola, alla sanità, alle casse di risparmio, avviato dal Governo Gentiloni il 28 febbraio 2018, dunque, continua. La trattativa è stata condotta in questi mesi dal ministro per gli Affari Regionali, Erika Stefani che, ieri, dopo il via libera del ministero dell'Economia, ha presentato in Cdm le bozze delle tre Intese. E, in sede di Consiglio, è stato, di fatto, preso atto dell'accordo tecnico raggiunto sull'impianto delle intese con il ministero dell'Economia che sostanzialmente prevede il trasferimento, dallo Stato alle Regioni, delle risorse necessarie per sostenere i costi delle competenze che le stesse Regioni acquisiscono: 23 quelle richieste da Veneto e Lombardia, 16 quelle dell'Emilia.

"Si tratta di un meccanismo in base al quale le competenze attribuite alle Regioni vengono gestite con risorse pari al costo storico, 100 metteva lo Stato 100 metterà la Regione, una clausola di invarianza" ha spiegato Stefani. Solo in seguito, ha aggiunto, si andrà verso i "fabbisogni standard che portano più efficienza nella spesa ma non lasciano nessuno a piedi".

Salvini che ha definito "ottimo" il clima in Consiglio dei ministri ha assicurato che "l'autonomia entra nelle case di tutti e chi governa meglio spenderà meno. Non ci sarà nessuno cittadino italiano che ci perde una lira. Chi gestisce meglio, evidentemente risparmia e potrà utilizzare quei risparmi".

I testi non saranno emendabili –
Questione centrale è quella che riguarda il coinvolgimento del Parlamento. Come hanno spiegato il ministro dell'Interno Matteo Salvini e Stefani, una volta firmati, i testi delle intese con le Regioni "non saranno emendabili" dalle Camere, così come avviene per i Trattati internazionali. Un punto non condiviso dal M5s sul quale, all'interno della maggioranza, si sta cercando un punto di incontro.

I nodi tecnici
Tra i punti ancora da chiarire per arrivare a una intesa definitiva il ministro Stefani ha citato alcune richieste da parte delle Regioni che riguardano in particolare "alcuni tipi di infrastrutture, questioni in materia ambientale, richieste riguardanti il fondo unico dello spettacolo e una che riguarda le sovrintendenze". © RIPRODUZIONE RISERVATA

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