Il carrello della spesa costa il 10,2% in più (564 euro l'anno): dal cibo alle bevande, ecco gli alimenti con gli aumenti maggiori

L'inflazione acquisita per il 2022 è pari a +7% per l'indice generale e a +3,5% per la componente di fondo

Il carrello della spesa costa il 10,2% in più (564 euro l'anno): dal cibo alle bevande, ecco gli alimenti con gli aumenti maggiori
di Mario Landi
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Mercoledì 31 Agosto 2022, 14:06 - Ultimo aggiornamento: 22:17

Accelerano i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +9,1% a +9,7%), mentre rallentano quelli dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto (da +8,7% a +7,8%). Lo rileva l'Istat nelle stime sottolineando che la crescita dei prezzi del cosiddetto 'carrello della spesa' al +9,7% segna un aumento che non si osservava da giugno 1984. L'aumento congiunturale dell'indice generale è dovuto prevalentemente ai prezzi dei Beni energetici non regolamentati (+3%), dei Servizi relativi ai trasporti (+2,4%, anche a causa di fattori stagionali), degli Alimentari lavorati (+1,2%), dei Beni durevoli (+0,8%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,7%, anche a causa di fattori stagionali). L'inflazione acquisita per il 2022 è pari a +7% per l'indice generale e a +3,5% per la componente di fondo. Secondo le stime preliminari, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta dello 0,8% su base mensile e del 9,0% su base annua (da +8,4% nel mese precedente).

Carrello della spesa: +10,2%

Caro energia e siccità con il taglio dei raccolti spingono i prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande che fanno segnare un aumento complessivo medio del +10,2% che ha costretto gli italiani a tagliare gli acquisti in quantità nel carrello della spesa. È quanto emerge dall'analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi all'inflazione ad agosto rispetto allo stesso mese dell'anno precedente che con un balzo generale dell'8,4% raggiunge il top dal 1985. Il balzo dell'inflazione costerà alle famiglie italiane 564 euro in più solo per la tavola nel 2022, a causa del mix esplosivo dell'aumento dei costi energetici legato alla guerra in Ucraina e del taglio dei raccolti per la siccità, secondo le proiezioni della Coldiretti.

L'aumento dei prezzi in dettaglio

I prezzi dei beni alimentari non lavorati come frutta e verdura aumentano su base annua del +9,7% - continua Coldiretti - anche per effetto delle speculazioni che sottopagano le produzioni agli agricoltori e fanno triplicare i prezzi dell'ortofrutta dai campi alla tavola. Il risultato è che per effetto delle difficoltà economiche e del caro prezzi nel carrello della spesa gli italiani hanno tagliato gli acquisti di frutta e verdura che crollano nel 2022 dell'11% in quantità rispetto allo scorso anno, su valori minimi da inizio secolo, secondo l'analisi della Coldiretti sulla base dei dati Cso Italy/Gfk Italia dai quali emerge che il consumo di frutta delle famiglie nel primo semestre del 2022 si è attestato a 2,6 milioni di tonnellate in quantità. Gli italiani - precisa la Coldiretti - hanno ridotto del 16% le quantità di zucchine acquistate, del 12% i pomodori, del 9% le patate, del 7% le carote e del 4% le insalate, mentre per la frutta si registra addirittura un calo dell'8% per gli acquisti di arance, considerate unanimemente un elisir di lunga vita.

La crisi della filiera agroalimentare

Una situazione destinata ad avere un impatto sulle famiglie più deboli che riservano una quota rilevante del proprio reddito all'alimentazione ma ci sono anche oltre 2,6 milioni di persone che sono costrette a chiedere aiuto per mangiare e rappresentano - precisa la Coldiretti - la punta dell'iceberg delle difficoltà in cui rischia di trovarsi un numero crescente di famiglie a causa dell'inflazione spinta dal carrello della spesa per i costi energetici e alimentari. Se i prezzi per le famiglie corrono l'aumento dei costi colpisce duramente l'intera filiera agroalimentare a partire dalle campagne - denuncia la Coldiretti - dove più di 1 azienda agricola su 10 (13%) è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell'attività ma ben oltre 1/3 del totale nazionale (34%) si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dei rincari, secondo il Crea. In agricoltura si registrano infatti aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio. A spingere i rincari è però anche l'aumento della dipendenza alimentare dall'estero è il fatto che nel 2022 le importazioni di prodotti agroalimentari dell'estero, dal grano per il pane al mais per l'alimentazione degli animali, sono cresciute in valore di quasi un terzo (+29%), aprendo la strada anche al rischio di un pericoloso abbassamento degli standard di qualità e di sicurezza alimentare, secondo l'analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi cinque mesi dell'anno.

FEDERDISTRIBUZIONE - «Ci aspettiamo a ore di essere convocati dal governo per capire il margine di intervento, una volta che si avranno in mano i dati di agosto». Lo ha detto Alberto Frausin, presidente di Federdistribuzione nel corso della conferenza stampa con Confcommercio, Fida, Conad e Coop. «I fondi per le cose che chiediamo oggi provengono sostanzialmente da due fonti. Innanzitutto gli extra profitti, che ci sono e sono dei biglietti di una lotteria vinta senza merito. La seconda fonte è l'extragettito dell'imponibile Iva, che aumenterà ancora», ha spiegato Donatella Prampolini, presidente di Fida-Confcommercio, a proposito delle possibili fonti di finanziamento delle proposte lanciate oggi. «Non pensiamo che si possa fare ulteriore debito. In ogni caso bisogna spegnere il fuoco più forte, e in questo momento il fuoco più forte è questo, e non dobbiamo lasciarci ingannare dai dati sui fatturati», ha precisato Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad.

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