Assegno unico per i figli, a chi spetta l'aumento del 50% (e quali requisiti sono necessari)

Oltre all’età e al numero dei figli, per ottenere gli aumenti, è previsto anche un altro requisito

Assegno unico per i figli, a chi spetta l'aumento del 50% (e quali requisiti sono necessari)
di Gi.Fr.
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Sabato 26 Novembre 2022, 17:59 - Ultimo aggiornamento: 27 Novembre, 09:57

La misura è tra quelle di “efficacia immediata”, ovvero a partire dal primo gennaio 2023. La manovra di bilancio che il governo Meloni sta per inviare al Parlamento per l’approvazione entro fine anno, aumenta l’importo dell’assegno unico per i figli. Non per tutti, però. Vediamo le novità.

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Assegno unico per i figli, gli aumenti

In base all’ultima bozza della manovra (il testo definitivo verrà inviato lunedì al Parlamento) «a decorrere dal primo gennaio 2023» gli importi dell’assegno unico «sono incrementati del 50%». L’aumento è riconosciuto «per ciascun figlio di età inferiore a un anno» e «per i nuclei con tre o più figli per ciascun figlio di età compresa tra uno e tre anni».

Il tetto di reddito

Oltre all’età e al numero dei figli, per ottenere gli aumenti, è previsto anche un altro requisito: l’Isee non deve superare 40.000 euro.

Le risorse

Le risorse a disposizione per finanziare questi aumenti degli assegni «sono incrementate di 345,2 milioni di euro per l‘anno 2023, 457,9 milioni di euro per l‘anno 2024, 473,1 milioni di euro per l‘anno 2025, 480,3 milioni di euro per l‘anno 2026, 483,3 milioni di euro per l‘anno 2027, 486,3 milioni di euro per l‘anno 2028 e 489,2 milioni di euro annui a decorrere dall‘anno 2029».

Il pacchetto famiglia

L’incremento dell’assegno unico per i figli non è l’unica misura per rafforzare gli aiuti alle famiglie con prole. Nel “pacchetto famiglia” messo in campo dalla manovra c’è anche la riduzione dell’Iva al 5% per i prodotti dell’infanzia (pappe, pannolini, latte per neonati, seggiolini per auto) e un mese in più di congedo parentale per le lavoratrici. Inoltre l’indennità di congedo al 30% spettante ai genitori nei primi 12 anni di vita del figlio, «è elevata per la madre lavoratrice, per la durata massima di un mese, fino al sesto anno di vita del bambino, alla misura dell’80 per cento della retribuzione». Viene istituito anche un fondo destinato a sostenere le famiglie.

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