Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Argentina, Macrì annuncia stop all'austerità e taglio tasse dopo la sconfitta alle primarie

Una donna in un supermercato di Buenos Aires
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 14 Agosto 2019, 20:15 - Ultimo aggiornamento: 21:10

Dopo la sconfitta alle primarie, che hanno visto trionfare il candidato dell'opposizione, il peronista Alberto Fernandez, il presidente argentino Mauricio Macrì annuncia un vasto piano di sostegno per famiglie e imprese. Il pacchetto di misure urgenti che mira ad alleviare la crisi vale circa 40 miliardi di pesos argentini (720 milioni di dollari).

«Vi ho ascoltato», ha detto Macri durante l'annuncio televisivo delle misure, che prevedono un taglio del 20 per cento delle tasse sul reddito per 2 milioni di contribuenti, l'aumento del salario minimo, bonus per i dipendenti del settore pubblico e una dilazione dei pagamenti per le piccole e medie imprese in difficoltà con gli adempimenti fiscali. Inoltre, il prezzo dei carburanti sarà congelato per 90 giorni. 

L'annuncio di Macri giunge dopo il deludente 32 per cento ottenuto nelle primarie che precedono le elezioni presidenziali del prossimo 27 ottobre. La sconfitta di Macri a vantaggio di Fernandez, che ha ottenuto quasi il 48 per cento dei voti, ha causato il crollo del peso e della Borsa di Buenos Aires che ha ceduto lunedì il 38% per poi recuperare circa il 10% il giorno dopo. A determinare la sconfitta di Macri, sostengono gli osservatori, sono state le politiche di austerità adottate dal presidente e le difficoltà economiche del Paese. L'Argentina è in recessione, il tasso di povertà nei centri urbani rimane alto, l'inflazione si mantiene a due cifre e la disoccupazione rimane intorno al 10 per cento.

Macrì spera così di recuperare il consenso in tempo per le presidenziali di ottobre. Sui mercati comunque continua a prevalere la sfiducia: il principale indice borsistico, il Merval, in chiusura cede il 3%.

© RIPRODUZIONE RISERVATA