Antitrust sanziona Google e Apple per mancata trasparenza su uso dati utenti a fini commerciali

Antitrust sanziona Google e Apple per mancata trasparenza su uso dati utenti a fini commerciali
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Venerdì 26 Novembre 2021, 09:15 - Ultimo aggiornamento: 11:40

(Teleborsa) - L'Antitrust ha chiuso due istruttorie nei confronti di Google Ireland ed Apple Distribution International, imponendo una sanzione complessiva di 20 milioni (10 milioni per ciascuna) pari al massimo previsto dalla normativa vigente. L'Antitrust ha accertato infatti due violazioni del Codice del Consumo, una per carenze informative ed un'altra per pratiche aggressive legate all'acquisizione e all'utilizzo dei dati dei consumatori a fini commerciali.

Google offre un'ampia gamma di prodotti e di servizi connessi a Internet (pubblicità online, strumenti di ricerca, cloud computing, software e hardware) basata anche sulla profilazione degli utenti ed effettuata grazie ai loro dati. Apple raccoglie, profila e utilizza a fini commerciali i dati degli utenti attraverso l'utilizzo dei suoi dispositivi e dei suoi servizi.

L'Autorità ha ritenuto che esiste un rapporto di consumo tra gli utenti e i due operatori, anche in assenza di esborso monetario, la cui controprestazione è rappresentata dai dati che essi cedono utilizzando i servizi di Google e di Apple ed ha accertato che sia le due aziende non hanno fornito informazioni chiare e immediate sull'acquisizione e sull'uso dei dati degli utenti a fini commerciali.

La mancata informativa

In particolare Google, sia nella fase di creazione dell'account, indispensabile per l'utilizzo di tutti i servizi offerti, sia durante l'utilizzo dei servizi stessi, omette informazioni rilevanti di cui il consumatore ha bisogno per decidere consapevolmente di accettare che la società raccolga e usi a fini commerciali le proprie informazioni personali. Apple, sia nella fase di creazione dell'ID Apple, sia in occasione dell'accesso agli Store Apple (App Store, iTunes Store e Apple Books), non fornisce all'utente in maniera immediata ed esplicita alcuna indicazione sulla raccolta e sull'utilizzo dei suoi dati a fini commerciali, enfatizzando solo che la raccolta dei dati è necessaria per migliorare l'esperienza del consumatore e la fruizione dei servizi.

Le pratiche aggressive

L'AGCM ha poi accertato che dia Google che Apple hanno attuato una pratica aggressiva. In particolare, nella fase di creazione dell'account, Google pre-imposta l'accettazione da parte dell'utente al trasferimento e/o all'utilizzo dei propri dati per fini commerciali. Nel caso di Apple, invece, l'attività promozionale è basata su una modalità di acquisizione del consenso all'uso dei dati degli utenti a fini commerciali senza prevedere per il consumatore la possibilità di scelta preventiva ed espressa sulla condivisione dei propri dati.

La replica di Apple

"Crediamo che l'opinione dell'Autorità sia sbagliata e faremo ricorso contro la decisione. Apple è da tempo impegnata nella protezione della privacy dei nostri utenti e lavoriamo con il massimo impegno per progettare prodotti e funzionalità che proteggano i dati. Diamo a tutti gli utenti un livello di trasparenza e controllo all’avanguardia nel settore, in modo che possano scegliere quali informazioni condividere o meno, e come vengono utilizzate.”

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