Alitalia, riunione al MISE con Commissari e sindacati. Ma il "traguardo" non sembra vicino

Giovedì 14 Febbraio 2019
(Teleborsa) - Dopo il "disco verde" FS al socio industriale e il via libera per il Mef a entrare nel capitale della "NewCo", tornano a riunirsi a distanza di due mesi al Ministero dello Sviluppo Economico i tre Commissari straordinari di Alitalia (Stefano Paleari, Enrico Laghi e Daniele Discepolo) con i Segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e altri 15 rappresentanti di associazioni di categoria e professionali.

Obiettivo, il punto della situazione e delineare uno scenario decisamente fluttuante, che sembra risentire più del clima politico e dei difficili rapporti a livello europeo, piuttosto che frutto di quell'attento "business plan" di cui la compagnia aerea avrebbe bisogno per impostare le strategie del suo futuro.

L'abbinata Delta Air Lines – easyJet, che metterebbero insieme pariteticamente il 40% del nuovo azionariato (le quote di partner extra-Ue non possono superare in ogni caso il 49%), disegna una prospettiva diversa nella composizione ma anche nella sostanza.

La fuoriuscita, forse momentanea o forse no, dei francesi dalla trattativa potrebbe rilevare una posizione diversa da quella giustificata con le tensioni politiche con l'Italia. La compagnia Air France-Klm, ai cui vertici per la prima volta è arrivata una donna, Anne Rigail, alla quale vengono attribuite doti non comuni di acume e visione di lungo termine, già una volta ha visto cadere nel vuoto la possibile alleanza con Alitalia ai tempi del governo Berlusconi che diede vita al cluster dei capitani coraggiosi.

Risulta, peraltro, che gli emissari e i consulenti di Air France-Klm non abbiano abbandonato del tutto i confronti con gli attori della partita. In particolare con Delta Air Lines, azionista al 10% di Air France-Klm, che vorrebbe ridurre di qualche numero gli aeromobili della flotta di Alitalia, che resterebbero in ogni caso oltre un centinaio.

Al centro della discussione di oggi 14 febbraio al MISE anche e soprattutto la questione "esuberi", che nonostante ripetuti proclami e assicurazioni non sembrerebbe proprio possibile evitare. Numero in ogni caso non molto diverso da quello imposto, o meglio ipotizzato, da Lufthansa, che pure non ha mai presentato ufficialmente una manifestazione di interesse.

Viene da chiedersi cosa spinga easyJet a fare parte della squadra. La risposta va cercata nello scenario che si va profilando a livello europeo e nella ricerca di una operatività che, grazie a un ticket d'ingresso nell'alleanza SkyTeam, trovi sbocchi nel feederaggio a favore del lungo raggio Alitalia, abbandonando la concorrenza point-to-point sul breve raggio. Appare difficile che i manager di Air France-Klm, come le stelle di Joseph Cronin, restino a guardare.



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