ALITALIA

Alitalia, si temono tempi lunghi. Zeni sarà direttore generale

Martedì 7 Gennaio 2020
Rotta nebulosa e tempi in bilico per il futuro di Alitalia. Il neo commissario straordinario Giuseppe Leogrande annuncia l'arrivo in squadra di Giancarlo Zeni ma rimanda la definizione delle prossime mosse al nuovo Piano industriale in arrivo nelle prossime settimane. Intorno è rimasto ben poco: Fs, Delta e Atlantia sono sparite dai radar e Lufthansa conferma la propria posizione senza fare alcun passo avanti rispetto alla disponibilità alla sola alleanza
commerciale. In questo quadro cresce il rischio che i poco più di 4 mesi che mancano al 31 maggio per cedere la compagnia possano non bastare. Preoccupazione che porta la ministra dei trasporti Paola De Micheli, a nome del Governo, ad ammonire: «La tempistica e la copertura finanziaria vanno rispettati».

Il dossier è da poco nelle mani del commissario unico Leogrande. Che però alla sua prima uscita, in audizione alla
Camera, mette le mani avanti: «non ho ancora un'idea concreta sulla situazione», ammette, annunciando la nomina di Zeni come direttore generale, che lo affiancherà sulla parte industrialenella realizzazione del piano. I due hanno già lavorato insieme nel risanamento di Blue Panorama ed infatti è a quel modello che Leogrande guarda, facendo notare che «lo sviluppo naturale immeditato è vendere a terzi», ma c'è anche la strada del «conferimento in una newco come fatto in Blue Panorama».

Quello che è certo, è che l'azienda brucia 300 milioni l'anno, c'è una situazione di «precarietà» da cui bisogna uscire e nel contesto attuale è difficile non pensare ad un percorso di aggregazione, dice Loegrande che si appella ai dipendenti perché si possa remare tutti nella stessa direzione. Riparte intanto la ricerca del partner: la prossima settimana Leogrande riprenderà il dialogo con Delta, poi vedrà anche Lufthansa. Ma la situazione fa preoccupare per la tempistica: «Se ci fosse un'offerta pronta, si riuscirebbe a chiudere entro 31 maggio. Ma al momento
non c'è», dice il commissario, pur ribadendo l'obiettivo di rispettare i tempi.

Il tempo e i soldi per completare il lavoro ci sono assicura, De Micheli, precisando che se poi il commissario vedesse che non è possibile rispettare la scadenza, «ci sarà un'opportuna discussione collegiale nel Governo». La prima preoccupazione del Governo resta inoltre «il mantenimento dei livelli occupazionali», aggiunge De Micheli. Nella partita resta invece ancora in bilico il ruolo di Fs, su cui il ministro vigilante non si sbilancia: «valuterà l'azienda sulla base del nuovo piano». Qualche chiarimento però potrebbe arrivare già domani, quando è in programma l'audizione dell'ad Gianfranco Battisti.

Intanto quello che è chiaro è che Lufthansa, seppur sempre interessata al mercato italiano e all' Alitalia, non cambia la sua posizione: «per il rilancio è più vantaggiosa una partnership che un investimento una tantum», spiega il responsabile per il Gruppo tedesco del dossier Joerg Eberhart, che pur precisando di non volere dare «consigli», ha un'idea ben chiara per la compagnia italiana: «profondo risanamento», con una ristrutturazione pluriennale (non bastano 6 o 18 mesi), abbassamento dei costi e partner forti.

Gli esuberi, invece, devono rimanere l'ultima ratio, sostiene Lufthansa, che promette ad Alitalia di diventare insieme il sistema più forte d'Europa. La situazione preoccupa intanto i sindacati che chiedono un incontro urgente con Governo e commissario.

E il dossier agita anche la politica: Fi chiede a Patuanelli di riferire dopo lo «sconcertante tris di audizioni». Salvini critica il governo che perde tempo e assicura che la Lega non permetterà svendite. Gli replica Patuanelli, ricordando i 'capitani coraggiosì del 2008 e la crisi di governo innescata dalla Lega: «di capitani coraggiosi che scappano con la Lega ne abbiamo già visti».
  Ultimo aggiornamento: 21:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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